Summit Paesi islamici: "Gerusalemme est capitale della Palestina"

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Durante il vertice straordinario dell'Oic, che si è tenuto il 13 dicembre a Istanbul, i partecipanti hanno deciso di rispondere con forza alla "sfida eccezionale" di Trump di riconoscere la città come capitale di Israele

"Gerusalemme est è la capitale dello stato di Palestina occupato". È quanto riporta la dichiarazione finale del vertice straordinario dell'Organizzazione della cooperazione islamica (Oic), che si è tenuto il 13 dicembre a Istanbul, in Turchia. Durante l’incontro, il segretario generale, il saudita Yousef bin Ahmad al-Othaimeen, ha invitato i Paesi che ancora non hanno riconosciuto la Palestina come Stato a farlo al più presto. Il vertice è stato convocato per decidere una risposta coordinata alla decisione degli Stati Uniti di riconoscere Gerusalemme come capitale israeliana e di spostarvi come conseguenza la propria ambasciata. Una scelta che, secondo il segretario generale, rappresenta una "sfida eccezionale" per il mondo musulmano, che rischia di dare agli estremisti una scusa per scatenare violenze e provocare il caos. 

Supporto alla "soluzione dei due Stati"

Nel documento finale, diviso in 23 punti, l’Oic condanna la dichiarazione "pericolosa", "illegale" e "illegittima" di Donald Trump su Gerusalemme capitale di Israele e chiede la "fine dell'occupazione israeliana della terra dello Stato di Palestina". I Paesi che hanno partecipato al vertice esprimo anche apprezzamento per il "consenso internazionale" contro la mossa statunitense e ribadiscono il loro supporto alla "soluzione dei due Stati". Nella dichiarazione finale l’Oic invita il Consiglio di sicurezza dell'Onu ad agire formalmente, pena la denuncia da parte dei Paesi aderenti di questa "violazione" davanti all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Erdogan: "Gerusalemme e' la nostra linea rossa"

Il vertice dell’Oic, un'organizzazione internazionale fondata nel 1969 in rappresentanza di 57 paesi del mondo, è stato convocato d'urgenza dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Alla riunione hanno partecipato diversi leader provenienti da nord Africa, Medio Oriente e Asia sud orientale, compreso il presidente iraniano Hassan Rouhani. Nella dichiarazione di apertura del vertice il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu ha dichiarato: "Siamo qui per promuovere il riconoscimento di Gerusalemme est come capitale della Palestina da parte della comunità internazionale e la formazione di uno stato palestinese entro i confini stabiliti nel 1967". Nel suo intervento Cavusoglu ha anche attaccato la Casa Bianca avvertendo che: "non rimarremo mai silenti dinanzi a una decisione che danneggia la coscienza dell’umanità nel profondo, una decisione il cui obiettivo è quello di legittimare l'invasione della Palestina da parte di Israele". Posizione ribadita anche dal presidente Erdogan secondo il quale "almeno 196 Paesi Onu sono fermamente contrari" alla decisione di Donald Trump, aggiungendo che "Gerusalemme è la nostra linea rossa".

Rohani: "Trump incoraggiato da qualcuno in Medio Oriente"

Al summit è intervenuto anche il presidente iraniano Hassan Rohani, che ha annunciato che "L'Iran coopererà con i Paesi islamici senza alcuna riserva in difesa di Gerusalemme". Nel discorso tenuto a Istanbul, Rohani ha ipotizzato che Donald Trump abbia preso questa decisione perché incoraggiato dalla volontà di alcuni Paesi della regione di stabilire relazioni con Israele. Pur senza fare riferimenti precisi, l'allusione del presidente iraniano appare rivolta ai Paesi del Golfo, e in particolare all'Arabia Saudita. Affermazione dell'Iran prontamente smentita dal re saudita Salman che ha affermato come "il regno saudita ha esortato a trovare una soluzione politica per risolvere le crisi regionali, in primo luogo la questione palestinese e il ripristino dei legittimi diritti del popolo palestinese, tra cui il diritto di stabilire il loro Stato indipendente con Gerusalemme come capitale". Parlando in generale della situazione israelopalestinese, il presidente iraniano Rohani ha ancora dichiarato che "non si è mai raggiunta la pace in Medio Oriente perché abbiamo riconosciuto un ruolo da mediatori agli Usa, che non sono mai stati onesti".

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