Minniti: “Possibile ci siano foreign fighters nei flussi migratori”

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Il ministro dell’Interno è intervenuto margine di un'iniziativa organizzata al Parlamento europeo: “C’è un rapporto tra mancata integrazione e terrorismo. Servono risorse e sforzi degli Stati membri”. E sulla Libia: “Comunità internazionale ha un debito”

Il fatto che i foreign fighters "incrocino a livello individuale i flussi migratori, è una possibilità che non possiamo scartare". Lo ha detto il ministro dell'Interno Marco Minniti nel suo intervento a margine di un'iniziativa sulle migrazioni organizzata al Parlamento europeo, precisando che questa circostanza si inserisce nel quadro di uno “scacco militare" dell'Isis "che presuppone la fuga, la ritirata confusa”.

“Foreign fighters cercheranno di tornare”

"L'Isis ha subito una sconfitta militare ma non è morto. Anzi, in questa fase ci potrebbe essere un'accentuazione della sfida terroristica - ha detto Minniti - Non c'è dubbio che la questione dei foreign fighters sia cruciale per l'Europa. Una parte sono morti sui cambi di battaglia, ma altri cercheranno di tornare in Europa e in Africa settentrionale".

“Collegamento tra mancata integrazione e terrorismo”

Per questo, spiega Minniti, “la questione dei confini diventa cruciale" e “l’accoglienza ha un limite oggettivo nelle possibilità di integrazione. Se non si tiene conto di questo, si è un Paese poco attento al proprio presente e al proprio futuro". Il ministro dell’Interno ha sottolineato che “c’è un rapporto tra mancata integrazione e terrorismo. Quei Paesi che sapranno integrare saranno Paesi più sicuri".

“Servono risorse”

Minniti ha anche dichiarato che c’è bisogno di risorse, che serve "lo stesso ammontare" speso "per la rotta" migratoria "balcanica, anche per quella africana". " La Commissione Ue ha fatto uno sforzo molto importante - ha affermato - Ora devono fare" uno sforzo altrettanto importante "anche gli Stati membri. Servono risorse immediatamente spendibili. Riparleremo di questo anche al consiglio Affari interni Ue tra tre giorni".

“Comunità internazionale ha debito con la Libia”

Minniti ha parlato anche della situazione della Libia, con la quale “la comunità internazionale ha un debito” perché “non ho nostalgia per i dittatori, anzi credo che si debba traguardare sempre la democrazia, ma la comunità internazionale è intervenuta senza avere un progetto successivo”. Nel Paese, in una “situazione di sfilacciamento" istituzionale e politico, “il traffico di esseri umani è stata una delle principali fonti di reddito per una grossa parte delle popolazioni”. Servono quindi, secondo il ministro dell’Interno, “interventi nell'immediato” per “pensare a fonti alternative di reddito”.

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