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Corea del Nord: Usa preparano cyber armi e droni per abbattere missili

Un'immagine d'archivio (Getty Images)
2' di lettura

Secondo quanto afferma il New York Times, le nuove misure sono state suggerite dall'amministrazione Trump, in una richiesta urgente al Congresso. Il costo sarebbe di 4 miliardi di dollari. L'obiettivo: rispondere all'inaspettato progresso di Pyongyang

Il sistema missilistico costato 100 miliardi di dollari non basterebbe per fermare gli attacchi della Corea del Nord. Così l’amministrazione Trump avrebbe deciso di allargare la sua strategia di contrasto dei missili di Pyongyang, prima che escano dallo spazio aereo nordcoreano. Le nuove misure, suggerite in una richiesta urgente al Congresso, avrebbero un costo di 4 miliardi di dollari e prevederebbero un rafforzamento sia delle cyber armi - per interferire con il sistema di controllo prima del lancio missili -, sia l'uso di droni e di jet per abbattere i dispositivi poco dopo il loro decollo. A riportare queste informazioni è stato il New York Times che ha dedicato un approfondimento alla questione.

Le nuove misure per difendersi dagli attacchi nordcoreani

Le nuove misure sarebbero "una risposta all’inaspettato progresso della Corea del Nord nello sviluppare missili balistici intercontinentali che potrebbero lanciare una bomba nucleare sul territorio continentale degli Usa", come scrive il New York Times. Per anni l'unica soluzione americana è stata affidata alle batterie di missili in Alaska e California per tentare di abbattere i dispositivi nemici appena rientrano in atmosfera. Ma questo piano, che sarà comunque allargato, resta di dubbia efficacia: Donald Trump ha detto lo scorso mese che il sistema può abbattere un missile nel 97% dei casi, ma nelle esercitazioni condotte in condizioni ideali, secondo il quotidiano statunitense, i missili hanno fallito l'intercettazione una volta su due.

I due approcci di Washington   

I due nuovi approcci che Washington vuole inaugurare sono ancora in fase sperimentale. La prima prospettiva è quella di rafforzare i cyber attacchi e altri sabotaggi per mettere fuori uso i missili prima del lancio. Poi si punta a colpire i missili nella 'boost phase', cioè nella fase di spinta, quando si muovono più lentamente e sono obiettivi altamente visibili. 

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