Russiagate, ex capo Cia: "Trump crede a Putin, non a noi? Si vergogni"

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James Clapper e John Brennan hanno risposto al presidente statunitense che ha definito gli ex responsabili dell’intelligence "manipolatori politici". Il tycoon, aggiungono, "è intimidito dal capo del Cremlino, gli Usa sono in pericolo"

Dopo le parole di Donald Trump, che aveva affermato di credere a Vladimir Putin quando sostiene di non aver nulla a che fare con il Russiagate, è arrivata la risposta da parte degli ex responsabili dell’intelligence americana: "Il fatto che il presidente creda più alle parole di Putin che a quelle della comunità dell'intelligence è immorale", ha affermato l'ex numero uno degli 007 Usa James Clapper. "Il presidente dovrebbe vergognarsi", ha rincarato l'ex capo della Cia John Brennan.

Ex capo Cia: Trump intimidito da Putin

Secondo Brennan, inoltre, "per qualche ragione il presidente Trump appare intimidito da Putin, impaurito da quello che potrebbe dire o che potrebbe venir fuori sulle indagini" del Russiagate. Le parole de tycoon, aggiunge, "dimostrano al presidente russo che può essere condizionato se ci si appella al suo ego e si punta sulle sue insicurezze. Questo è molto, molto inquietante, un pericolo per la sicurezza nazionale".

"La Russia non perseguirà interessi comuni con gli Usa"

"Le probabilità che la Russia persegua interessi comuni con gli Usa, sulla Siria come sulla Corea del Nord, sono pochissime se non nulle", afferma Clapper, commentando le parole di Donald Trump, secondo cui Mosca può dare un aiuto determinante nel risolvere le principali crisi sul piano internazionale. Lo stesso Trump aveva definito "manipolatori politici" gli ex responsabili dell’intelligence Usa. 

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