Gadget col marchio Trump, nasce il negozio online

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Ideato dalla Trump Organization, di proprietà del presidente, il nuovo shop virtuale è stato inaugurato l'8 novembre. In vendita ci sono numerosi prodotti col nome di una delle famiglie più famose degli Stati Uniti

Un negozio online con una variegata serie di gadget a firma Donald Trump. Lo ha lanciato la Trump Organization, azienda di proprietà del presidente americano, con l'intento di capitalizzare il nome di una delle famiglie più famose degli Stati Uniti.

Il nuovo sito

A dare notizia del nuovo shop virtuale, online da mercoledì 8 novembre, è stato il network Cbs, che ha precisato come il lancio dell'iniziativa sia avvenuto quasi in sordina. Nello store digitale, gli acquirenti potranno trovare diversi oggetti: dai cappelli alle borse, fino alle tazze e alle magliette brandizzate col nome del 45esimo presidente degli Stati Uniti. Il catalogo comprende sia prodotti totalmente nuovi, sia altri gadget già disponibili nei negozi presenti nei campi da golf e negli alberghi di proprietà del gruppo. La particolarità di molti dei prodotti in vendita è che sembrerebbero essere stati fabbricati all'estero poiché riportano la scritta 'Decorated in the Usa' (decorato negli Usa) invece del classico 'Made in Usa'. Una scelta che, se confermata, si rivelerebbe piuttosto singolare per un presidente che ha fatto dello slogan "America First" il suo principale motto elettorale.

Le critiche all'operazione

Tanti e vari i prodotti messi in vendita nel nuovo "Trump Store": tra i più curiosi figura sicuramente "Charlie the Beagle", un cane di peluche lungo circa 30 centimetri con un nastro blu al collo su cui compare la scritta 'Trump'. Sul sito viene specificato che l'articolo - dal costo di 35 dollari - è ispirato al beagle Charlie di Eric e Lara Trump, figlio e nuora del presidente. Il cane di peluche, aggiunge la Cbs, sembra simile a uno offerto dal sito 'Everything Branded', che invece costa 7,61 dollari. Il nuovo sito, ha dichiarato alla Cbs Kathleen Clark, un'avvocatessa specializzata in etica di governo (e piuttosto critica nei confronti del tycoon in passato), "rompe la norma di comportamento dei politici americani", ma ha precisato Clark, "paragonata a tutte le altre cose discutibili che (Trump) ha fatto... questa non è tra le prime 20". La Cbs ha inoltre ricordato come il presidente sia stato più volte criticato per non aver abbandonato gli affari di famiglia dopo l'elezione. Il riferimento è, in particolare, al suo hotel di Washington frequentato da diplomatici stranieri e lobbisti; e ai suoi campi da golf, spesso visitati dal presidente con l'intenzione di pubblicizzarli il più possibile.

Gli affari dei figli

Dopo l'insediamento alla Casa Bianca, Trump ha nominato affidatari della Trump Organization, Donald Jr. ed Eric Trump i due figli maschi avuti dalla prima moglie, Ivana. L'ipotesi ventilata dalla Cbs è quella secondo cui i due rampolli stiano cercando, col lancio del nuovo shop, di amplificare il nome di famiglia in vista della creazione delle due nuove catene di hotel di proprietà del gruppo. Sotto la guida di Donald Jr. ed Eric, la compagnia ha, infatti, progettato il lancio del marchio "Scion", dedicato ai giovani viaggiatori d'affari; e quello "American Idea", che punta con orgoglio al "Made in Usa".

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