Puigdemont non è tornato a Barcellona: è ancora a Bruxelles

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Il presidente destituito della Catalogna non è rientrato nella sua regione con l'ultimo volo di ieri, come inizialmente ipotizzato dalla stampa. Il suo avvocato: non si presenterà davanti ai giudici

Carles Puigdemont è ancora a Bruxelles, insieme ad alcuni ex ministri del suo governo ormai destituito. Diversamente da come inizialmente ipotizzato dalla stampa catalana, l'ex presidente della Catalogna non era a bordo del volo proveniente da Bruxelles, atterrato all'aeroporto El Prat di Barcellona poco dopo le 23:00 del 31 ottobre.Puigdemont, secondo quanto riferito dal suo avvocato, non tornerà in Spagna nelle prossime settimane e di sicuro non andrà all'udienza di giovedì alla quale è stato convocato dal magistrato.

 

Chi rimane a Bruxelles e chi torna a Barcellona

Sull'ultimo aereo arrivato ieri a El Prat da Bruxelles, c'erano solo due ex consiglieri della Generalitat: Dolors Bassa (lavoro) e Joaquim Forn (interno). I due sono stati accolti all'aeroporto El Prat da numerosi giornalisti e da manifestanti anti-indipendentisti, che hanno cantato canzoni pro-Spagna e hanno insultato i due. Secondo La Vanguardia, il primo quotidiano a parlare di ritorno a Barcellona citando fonti che lo avevano visto a bordo del volo Vueling, in realtà Puigdemont è rimasto a Bruxelles, insieme con altri ex ministri: Toni Comín, Meritxell Borràs, Clara Ponsatí, Lluís Puig y Meritxell Serret.

I provvedimenti contro Puigdemont

Carles Puigdemont ha negato di voler chiedere l'asilo al Belgio ma ha lanciato un appello all'Europa perché "reagisca" davanti alla "repressione" spagnola. Proprio mentre parlava in un'affollatissima conferenza stampa nel cuore europeo di Bruxelles, a Madrid la giudice spagnola Carmen Lamela ammetteva la denuncia per "ribellione" presentata contro di lui e il suo governo dal procuratore generale dello Stato spagnolo, Juan Manuel Maza. Lamela ha convocato Puigdemont giovedì per interrogarlo: l'ex presidente catalano rischia la detenzione preventiva, ma come anticipato dal suo avvocato non andrà all'udienza. La magistrata ha anche ordinato al 'President' e ai suoi 13 ministri di pagare entro tre giorni una garanzia di 6,2 milioni di euro o sequestrerà i loro beni. 

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