Nuova Zelanda al voto, Jacinda Ardern sfida il premier English

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Il 23 settembre l'attuale premier e leader del partito di centrodestra Bill English e Jacinda Ardern, del Partito laburista, si affrontano in quella che si prospetta la tornata elettorale più incerta dell’ultimo decennio 

La Nuova Zelanda sabato 23 settembre si recherà ai seggi per eleggere il nuovo parlamento. I neozelandesi dovranno scegliere se confermare la fiducia al Partito nazionale del premier conservatore Bill English o cambiare rotta scegliendo i laburisti della candidata primo ministro Jacinda Ardern.

La candidata laburista

Jacinda Ardern non è stata la candidata premier del Partito laburista fin dalla prima ora. Il rappresentate della compagine di centrosinistra alle prossime elezioni, infatti, doveva essere Andrew Little, che però a fronte degli scarsi risultati prospettati dai sondaggi, lo scorso agosto, ha deciso di rassegnare le dimissioni. A quel punto il suo vice, la 37enne Ardern, è stata investita del ruolo di candidata premier. Subito dopo la nomina il partito ha goduto di un’ondata di popolarità, tanto che da più parti si è parlato di "Jacindamania". Molto di questo successo, secondo gli analisti, sarebbe dovuto alla capacità di Ardern di attrarre l’elettorato giovane. La candidata dei labour neozelandesi è entrata a far parte del partito all’età di 17 anni ed è stata eletta in Parlamento nel 2008. Se dovesse essere scelta, Ardern sarà la terza donna premier in Nuova Zelanda, e il secondo capo di Governo più giovane dopo Edward Stafford, più giovane di lei solo di qualche mese al momento dell'investitura. Tra le principali proposte del suo programma c’è un piano abitativo che prevede la costruzione di 100mila nuove case, a prezzi accessibili, e rendere gratuiti i primi tre anni di studi universitari.

Il candidato conservatore

Il cinquantacinquenne Bill English è il candidato premier del partito di centrodestra che è al governo da 9 anni, ossia da tre mandati. English è il primo ministro in carica, ruolo che riveste da quando John Key si è inaspettatamente dimesso nel dicembre del 2016. Ex agricoltore, il candidato del Partito nazionale è stato eletto per la prima volta in Parlamento nel 1990 e da quando è in carica ha votato contro leggi che proponevano l’introduzione nel Paese dell’aborto, del matrimonio tra persone dello stesso sesso e dell’eutanasia. In questa campagna elettorale il partito conservatore, che lo sostiene, ha rivendicato i risultati raggiunti dal governo in carica in economia accusando i laburisti, di contro, di aver un programma "vago e confuso" a tale proposito.

Sondaggi altalenanti

Tra gli altri candidati premier, sostenuti da partiti minori, ci sono: James Shaw del Partito dei Verdi; Winston Peters di New Zealand First; e Marama Fox del movimento Māori per i diritti degli indigeni. Secondo numerosi analisti politici, le prossime elezioni saranno le più incerte dell’ultimo decennio. Tesi confermata dall'andamento dei sondaggi che, nell’ultimo mese, sono stati molto altalenanti vedendo prima andare in testa Jacinda Ardern di due punti percentuali, e poi registrando il controsorpasso da parte del candidato del Partito nazionale.

Il Parlamento neozelandese

Il Parlamento della Nuova Zelanda è composto da un’unica camera che conta 120 seggi. Il candidato premier, per poter ricevere l’incarico di formare il Governo, devo poter contare quindi sull’appoggio di 61 parlamentari. La legislatura dura tre anni e il sistema elettorale con il quale i cittadini neozelandesi scelgono i loro rappresentanti è proporzionale.

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