La nuova linea Usa per l'Afghanistan, Trump: più potere all'esercito

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Nessun riferimento ai numeri da parte del presidente Usa ma Fox News, citando un alto dirigente della Casa Bianca, parla di un invio di altri 4mila soldati a Kabul

 

Il presidente americano Donald Trump nel discorso in diretta nazionale non ha fatto riferimenti a numeri "per non favorire il nemico", ma poco prima Fox News ha rivelato che gli Stati Uniti invieranno in Afghanistan altri 4mila soldati. Di certo c'è che dalla base militare di Fort Myer, in Virginia, Trump ha illustrato la nuova linea statunitense sul fronte afghano.

La nuova strategia degli Usa

Trump si è presentato in televisione lunedì 21 agosto. Alla vigilia del suo intervento era stato precisato che il presidente non avrebbe fornito cifre sui nuovi invii di truppe americane al fronte. Un dato, questo, che però è stato svelato poco prima che Trump iniziasse a parlare dall'emittente Fox News, la cui fonte è un non meglio specificato "alto ufficiale dell'esercito". Dovrebbero essere dunque 4mila i soldati Usa che partiranno nei prossimi mesi per l'Afghanistan dove già sono di stanza 8.400 unità. Tra le nuove linee guida dell'intervento in Afghanistan annunciate da Trump, ci sono maggiori poteri ai comandanti sul campo, sanzioni più pesanti contro le reti terroristiche, un avviso al Pakistan perché non conceda più protezione agli estremisti.

Il cambio di tattica di Trump

Donald Trump è il terzo comandante in capo dell'esercito, dopo George W. Bush e Barack Obama, a gestire il nodo della guerra in Afghanistan. Una questione che, da candidato presidente, lo stesso Trump aveva promesso di chiudere nel più breve tempo possibile ritirando le truppe dal fronte e criticando la guerra come un inutile spreco di soldi. "Il mio istinto era di ritirarsi – ha detto Trump durante la diretta - e storicamente mi piace seguire i miei istinti, ma mi sono accorto che le decisioni sono molto differenti quando siedi dietro la scrivania dello studio Ovale". Dopo questa premessa, il presidente ha poi precisato di essere giuto a "tre conclusioni fondamentali" riguardo al conflitto. La prima è la necessità di impedire un vuoto di potere creato da un ritorno a casa delle truppe USA. "Un ritiro frettoloso – secondo le sue parole - creerebbe uno spazio che i terroristi, inclusi Isis e Al Qaeda, riempirebbero subito, proprio come successe prima dell'11 settembre''. Il secondo argomento riguarda la conclusione del conflitto: "La nostra nazione cerca un esito onorevole e durevole, degno dei tremendi sacrifici che sono stati fatti". Infine il terzo tema, inerente agli equilibri in Asia: "Le minacce alla sicurezza che fronteggiamo in Afghanistan e nella più ampia regione sono immense".

I numeri del conflitto in Afghanistan

Quella degli Stati Uniti in Afghanistan è stata soprannominata da diversi media americani la "guerra infinita", visto che è in atto dal 7 ottobre del 2001. Con il nuovo invio di soldati, il numero di effettivi sul fronte salirà a 12.400 unità dell'esercito ai quali si aggiungono circa 25mila contratctors, soldati ingaggiati in loco. In sedici anni di conflitto sono morte circa 2400 persone fra il personale militare statunitense. Nei primi sei mesi del 2017, stando ai dati diffusi in un rapporto delle Nazioni Unite, i civili vittime della guerra sono stati 1,662, il 2% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Dal gennaio 2009, invece, i civili morti nel conflitto sono oltre 26mila.  

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