Usa 2016, domani il voto. Fbi chiude le indagini su Clinton

Mondo

Nessun capo d'accusa per il candidato democratico in vantaggio nei sondaggi. Trump accusa: è protetta dal sistema

Si gioca negli Stati-chiave la sfida finale tra la candidata democratica alla Casa Bianca, Hillary Clinton, e il suo rivale, il repubblicano Donald Trump nelle ultime ore prima del voto di domani, 8 novembre. Dopo mesi di campagna elettorale in tutto il Paese, nelle 24 ore finali i due candidati saranno in alcuni Stati-chiave (entrambi in Michigan e Pennsylvania, tra gli altri) in un ultimo tentativo di conquistare elettori. Parte favorita la Clinton, che è avanti nei sondaggi nazionali e di fatto ha diverse 'strade' per arrivare alla Casa Bianca, mentre le probabilità per Trump sono molto più ridotte (LO SPECIALE).

 

Domenica la "november surprise", la decisione dell'Fbi, a meno di 48 ore dal voto, di scagionare completamente Hillary Clinton dagli sviluppi sull'emailgate, (scandalo riaperto irritualmente dai federali a 11 giorni dalle elezioni senza alcun elemento concreto in mano) ha rappresentato una sorpresa favorevole per la candidata democratica ed una pessima per il rivale repubblicano.

 

Evangelici al voto, il dilemma dei fedeli

<iframe width="560" height="319" src="//player.sky.it/player/external.html?id=309249" frameborder="0" allowfullscreen="true"></iframe>

 

Oggi con gli ultimi sondaggi, che già ancora prima della lieta novella dell'Fbi, avevano registrato una rimonta di Hillary, la candidata democratica si prepara a concludere la campagna con un maxi evento. Lei schiera i 'pezzi da novanta' nel suo carnet: a Philadelphia in Pennsylvanya (uno degli Stati in bilico) insieme a lei sullo stesso palco saliranno il presidente Barack Obama, la first Lady Michelle, il marito Bill e la figlia Chelsea e, ciliegina sulla torta, Bruce Springsteen. Ultima rockstar in ordine di tempo ad impegnarsi per Hillary. Prima di Philadelphia, Hillary sarà in altri due Stati in bilico alla ricerca dell'ultimo voto utile: la North Carolina (15 grandi elettori sui 270 necessari per conquistare la Casa Bianca) e poi in Michigan (16 grandi elettori). Qui interverrà anche Obama.

 

 

Il voto nero senza Obama

<iframe width="560" height="319" src="//player.sky.it/player/external.html?id=309250" frameborder="0" allowfullscreen="true"></iframe>

 

Trump, che non ha nascosto la sua irritazione per la fine dell'inchiesta dell'Fbi sulla rivale ("E' protetta da un sistema corrotto"), come una pallina di flipper passerà dalla Florida (Stato in bilico e chiave per eccellenza - 29 grandi elettori in palio - dove gli ultimi sondaggi della Cbs lo danno testa a testa con la rivale), poi anche lui in North Carolina e in Pennsylvanya (20 voti), poi in New Hampshire (4 voti) e, per chiudere, in Michigan. Entrambi i candidati attenderanno martedì l'esito del voto a New York: città adottiva per Clinton, nata a Chicago, e 'casa' per Trump che da Manhattan è partito per le sue avventure imprenditoriali - non sempre fortunate - e da ultimo per il salto in politica.

Mondo: I più letti

[an error occurred while processing this directive]