Attentati Bruxelles, è ancora caccia al terzo uomo

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L'avviso dell'Fbi all'Olanda, ma il Belgio nega di aver ricevuto informazioni

L'Olanda avvertì il Belgio della pericolosità dei fratelli El Bakraoui, su segnalazione dell'Fbi, ma la segnalazione passò inosservata. L'accusa è stata lanciata dal ministro della Giustizia olandese e subito respinta da Bruxelles. Intanto continuano le indagini della procura, prosegue la caccia dell'uomo con il cappello. Faisal Cheffou, il giornalista arrestato e poi scarcerato con l'accusa di essere l'attentatore, aveva infatti un alibi: era in casa al momento delle esplosioni, come dimostrano i tabulati telefonici.

 

Intanto è stata riaperta la metro, salvo la fermata di Maelbek, mentre resta chiuso l'aeroporto dove American Airlines ha sospeso tutti i voli Usa-Bruxelles fino al 7 aprile. Ed è terminato, nel frattempo, il riconoscimento delle 32 vittime e dei 3 kamikaze. La stazione ferroviaria di Charleroi sud, in Belgio, è stata inoltre evacuata per qualche ora a causa di un falso allarme bomba. La circolazione dei treni è poi ripresa regolarmente.

 

Secondo il quotidiano Le Soir, citato anche dalla Cnn, sarebbero otto le persone ricercate nel quadro delle inchieste sugli attentati di Bruxelles e Parigi. Resi noti anche i nomi di due dei ricercati: si tratterebbe del belga ivoriano Yoni Patrick M., che nel 2013 è andato in Siria insieme ad Abdelhamid Abaaoud ed il fratello Younes, e del siriano di 28 anni Naim A., legato agli attacchi nella capitale belga e che starebbe al momento usando documenti falsi.

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