Israele, morta la ragazza pugnalata al Gay Pride

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I primi soccorsi a uno dei feriti al Gay Pride di Gerusalemme (Ansa)

La vittima è la giovane Shira Banki, una delle sei persone accoltellate alla parata di Gerusalemme lo scorso giovedì. L'aggressore era stato subito fermato. Si tratta di un ebreo ortodosso, uscito dal carcere 3 settimane fa dopo aver scontato 10 anni per un episodio analogo nel 2005

Shira Banki, la ragazza di 16 anni pugnalata giovedì al Gay Pride di Gerusalemme da un ebreo ortodosso, è morta in ospedale. La giovane israeliana era apparsa da subito in gravi condizioni, dopo l'aggressione in cui era stata accoltellata insieme ad altri cinque partecipanti alla sfilata.

 

L'aggressore ora dovrà rispondere dell'accusa di omicidio - L'aggressore, Yishai Schlissel, era subito arrestato dalla polizia. Aveva finito da 3 settimane di scontare una condanna a 10 anni di carcere per un'aggressione simile compiuta nella Città Santa nel 2005, nella quale aveva ferito 3 persone. L'accusa nei suoi confronti si è adesso tramutata in omicidio.

 

Netanyahu: "Tolleranza zero verso gli estremisti" - In una seduta del Consiglio dei ministri il premier Benyamin Netanyahu ha assicurato che verso gli integralisti ebrei ci sarà "tolleranza zero". Ed è scattato il primo provvedimento: arresti preventivi degli estremisti. "Shira è morta perché difendeva con coraggio il diritto di ciascuno di vivere la propria vita con rispetto e sicurezza", ha commentato Netanyahu. "Non consentiremo al disgustoso assassino di alterare i valori basilari su cui si fonda la società israeliana. Condanniamo con disprezzo il tentativo di imporre fra di noi l'odio e la violenza. Agiremo affinché l'assassino riceva la pena che merita", ha aggiunto il primo ministro israeliano.

La giornata di sangue a Gerusalemme - L'attacco risale a giovedì scorso quando sei persone sono state accoltellate al Gay Pride di Gerusalemme nella via Keren ha-Yesod, non lontano dalla residenza ufficiale di Netanyahu. Sulla stampa ortodossa la manifestazione era stata bollata come "la marcia disgustosa". Ma i rabbini avevano detto di ignorarla "per non esporre i timorati a quel genere di degrado".

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