Libia, Renzi-Hollande: intervento non all'ordine del giorno

Mondo

A Parigi il bilaterale tra il premier e il capo dell'Eliseo. "Il Mediterraneo non può essere un cimitero o una periferia" dice il presidente del Consiglio. "La Ue rafforzi Triton" chiede la Francia. E aggiunge: "Nessun ostacolo a realizzazione della Tav"

Un vertice sulla crescita in Europa e sulla cooperazione bilaterale. Ma anche un'occasione per parlare del cessate il fuoco in Ucraina, della situazione in Libia ("nessun intervento all'ordine del giorno") e della lotta contro il "traffico degli esseri umani organizzato dai terroristi" ("Ue rafforzi Triton").
Sono stati questi, in sintesi, gli argomenti trattati a Parigi dal presidente del Consiglio Matteo Renzi e dal presidente dell'Eliseo Francois Hollande nel corso del bilaterale italo-francese. "L'Europa ha la possibilità di tornare ad essere un faro di civiltà nel mondo" ha affermato il capo di governo italiano durante la conferenza stampa congiunta, ribadendo che l'economia italiana sta finalmente per uscire da una recessione lunga tre anni: "ha smesso di piovere, ancora non c'è il sole ma vediamo le prime luci dell'arcobaleno" (VIDEO).

Dichiarazione congiunta su crescita Ue - Renzi e Hollande hanno messo a punto anche una dichiarazione finale su crescita in Europa per "reiterare il loro impegno a lavorare all'istituzione di un'autentica capacità finanziaria dell'Eurozona, per finanziare politiche e investimenti che hanno un'incidenza maggiore sulla crescita e l'occupazione e - a titolo di obiettivo a medio termine - l'istituzione di uno strumento di bilancio comune che consenta di assorbire gli shock economici dell'Eurozona". Tra gli altri accordi, quello Asi (Agenzia spaziale italiana) e uno su Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie), oltre a quello integrativo sulla Torino-Lione. "Oggi non c'è più nessun freno, nessun ostacolo" alla realizzazione della Tav, che è "non solo decisa" ma lanciata", ha dichiarato Francois Hollande. E ancora: "La realizzazione richiederà ancora tempo ma non esiste più nessun freno per la realizzazione dell'opera".

Riportare la Russia a tavolo internazionale - Al centro del bilaterale, anche la situazione in Ucraina. Entrambi i premier hanno "confermato la necessità" del rispetto del cessate il fuoco "senza deroghe e senza ritardi". Renzi ha inoltre ribadito che "occorre riportare la Russia sul tavolo internazionale" (LO SPECIALE - TUTTE LE FOTO - I VIDEO).

Libia: non è tema italiano, è priorità internazionale - Non da ultimo, il nodo Libia (FOTOVIDEO - REPORTAGE - TIMELINE). "Un intervento di peacekeeping in Libia non è all'ordine del giorno" ha detto il presidente del Consiglio. "La pace in Libia - ha aggiunto - la possono fare solo i libici, se dovesse fallire chiederemo che l'intervento diplomatico dell'Onu sia ancora più forte". Renzi ha poi sottolineato che "il tema della Libia non è solo italiano, la Libia è una priorità per l'Europa. Il Mediterraneo non può essere un cimitero o una periferia; è il cuore del nostro continente. E la priorità Libia è da evidenziare con forza". In una Francia destabilizzata dagli attentati dell'Isis e ancora in lutto per i morti del Charlie Hebdo, il capitolo terrorismo non poteva non essere toccato. "Il nostro tempo non può aver paura del futuro, l'Europa non può aver paura del domani e nonostante il terrore abbiamo valori più grandi che vengono dalla nostra storia" ha detto il premier italiano.

Rafforzare Triton - Sull'immigrazione, inoltre, l'Italia ha incassato il sostegno francese al rafforzamento di Triton (LO SPECIALE - I VIDEO). "Sono i gruppi terroristici a fare questo traffico" di esseri umani "che comporta un aiuto ai terroristi. Per questo, abbiamo chiesto all'Europa di rafforzare Triton" ha affermato il presidente francese Francois Hollande.

Renzi, troppi decreti? Sono risposta a ostruzionismo - Rispondendo infine alle domande dei giornalisti, Renzi ha affrontato temi di polita interna: "Saremo in grado di fare qualche decreto in meno se le opposizioni faranno qualche atto di ostruzionismo in meno" (VIDEO) ha risposto. E, a proposito della polemica con a Maurizio Landini, che nei giorni scorsi lo ha definito "un pericolo per la democrazia" perché non eletto dai cittadini, ha dichiarato: "Ricordo che l'Italia è una Repubblica parlamentare e che nella discussione costituzionale" proprio il leader della Fiom "ha molto combattuto per evitare che si trasformasse in qualcosa di diverso. E' il Parlamento - taglia corto - a dettare e ad assicurare la fiducia a un governo".

Mondo: I più letti

[an error occurred while processing this directive]