Iraq: 500 yazidi uccisi dallo Stato Islamico. Nuovi raid Usa

Mondo
(Getty images)

Ministro iracheno al-Sudani: "Sepolti vivi anche bimbi e donne della minoranza religiosa". Delle 40mila persone sui monti di Sinjar, metà è riuscita a fuggire. Curdi riconquistano 2 città. Mogherini: "Valutiamo iniziative". Papa: "Increduli e sgomenti"

L’Iraq è nel caos. Mentre proseguono i raid degli Stati Uniti e l’invio di aiuto ai profughi cristiani e yazidi in fuga, emerge l'orrore seminato nel nord del Paese dallo Stato Islamico, che avrebbe ucciso e seppellito in fosse comuni almeno 500 membri della comunità religiosa Yazidi. A darne notizia è stato il ministro dei Diritti umani iracheno, Mohammed Shia al-Sudani. I miliziani sunniti avrebbero anche seppellito vive alcune delle vittime, tra le quali donne e bambini. Altre 300 donne sarebbero state fatte schiave.

Nuovi raid americani - I raid aerei americani, intanto, cominciano a dare risultati concreti. Caccia e droni statunitensi hanno distrutto veicoli blindati dei militanti jihadisti. Le forze curde dei Peshmerga hanno riconquistato due città in posizione strategica e hanno creato un varco dal quale sono riuscite a fuggire 20.000 delle almeno 40.000 persone della minoranza degli Yazidi intrappolate da giorni sui monti di Sinjar, sotto la minaccia dei jihadisti (MAPPA). Ma in migliaia continuano a rischiare la morte per la fame, la sete e le violenze dei fondamentalisti. I fuggitivi sarebbero riusciti a rifugiarsi in Siria, per poi tornare sotto scorta curda nel territorio del Kurdistan iracheno al riparo dai jihadisti.

Mogherini: “Valutiamo altre iniziative con Difesa” - "Stiamo chiaramente valutando una serie di altre iniziative in questi giorni che non riguarderanno probabilmente soltanto il ministero degli Esteri ma potranno riguardare anche quello della Difesa", ha detto il ministro degli Esteri italiano Federica Mogherini. Quello di queste ore, ha aggiunto Mogherini, è "un dramma di fronte al quale la comunità internazionale sembra voler reagire" e " la priorità è rispondere sul terreno all'avanzata dello Stato islamico e difendere i civili". "Mi auguro - ha proseguito - che oggi a Baghdad ci sia una presa di responsabilità per la formazione di un governo di unità nazionale che collabori con il governo autonomo del Kurdistan. C'è bisogno che tutto il resto dell'Iraq si mobiliti per questo dramma umanitario".

L’appello di Papa Francesco - Anche Papa Francesco è tornato a parlare della tragedia irachena durante l'Angelus, chiedendo di pregare per le “migliaia di persone, tra cui tanti cristiani, cacciati dalle loro case in maniera brutale” e ricordando “i bambini morti di sete e di fame durante la fuga, le donne sequestrate, persone massacrate, violenze di ogni tipo”. Più tardi il Pontefice ha ricevuto il cardinale Fernando Filoni, suo inviato personale che lunedì partirà per la missione in Iraq, affidandogli anche una somma da impiegare per aiuti urgenti alle persone più colpite.

I messaggi del Papa:

Mondo: I più letti

[an error occurred while processing this directive]