Tangentopoli in Spagna, Rajoy nella bufera: "Non mi dimetto"

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L'ex tesoriere del Partido popular Luis Barcenas accusa il premier di aver intascato somme di denaro in cambio di appalti tra il 2008 e il 2010. Ma lui nega tutto e annuncia: "Porterò a termine il mio mandato"

Anche Madrid ha la sua Tangentopoli. Le accuse che arrivano da Luis Barcenas, l'ex tesoriere del Partido Popular, rischiano di provocare uno scandalo senza precedenti. Barcenas ha puntato il dito direttamente sul primo ministro Mariano Rajoy accusandolo di aver intascato tangenti in cambio di appalti tra il 2008 e il 2010. Il premier nega tutto e annuncia che non ha intenzione di dimettersi.

Soldi in cambio di appalti - Barcenas, ex tesoriere del Pp, è stato interrogato per 5 ore dai magistrati davanti ai quali ha detto di aver versato 25mila euro al premier Mariano Rajoy e altrettanti al segreterio generale partito, Maria Dolores de Cospedal, nel marzo 2010. Secondo fonti dell’accusa, citate dai media, l'ex senatore consegnò personalmente le somme in banconote da 500 euro in buste marroni. Altre somme sarebbero state versate nei due anni precedenti. Il denaro in nero che sarebbe arrivato a Rajoy farebbe parte di un tesoretto che Barcenas riceveva da imprenditori in cambio di appalti.

Gli sms di Rajoy - L'ex tesoriere si trova in isolamento in carcere dal 27 giugno, dopo essere stato trovato in possesso di 42 milioni su conti in Svizzera, Usa e Uruguay. Deve rispondere sulla presunta contabilità parallela del Pp, rivelata negli stralci di diari pubblicati cinque mesi fa da El Pais poi confermata in un'intervista pubblicata il 7 luglio da El Mundo. Lo stesso quotidiano conservatore, nei giorni scorsi, aveva pubblicato una serie di sms tra lo stesso Barcenas e il premier e presidente del partito, Mariano Rajoy. "Ti sarò sempre vicino, Luis, sii forte", lo avrebbe esortato il leader del Pp in uno dei messaggi.

Barcenas avrebbe ammesso inoltre davanti al giudice istruttore dell'Audiencia Nacional di essere l'autore della contabilità in nero del Partido popular durante l'ultimo ventennio. Sempre secondo le stesse fonti citate dai media spagnoli, al magistrato l'ex tesoriere avrebbe consegnato una penna usb con la contabilità occulta e il resto di quella manoscritta.

Richieste di dimissioni - I socialisti del Psoe chiedono a Rajoy di dimettersi e ha invitato gli altri partiti dell'opposizione a un fronte comune per farlo cadere "in qualsiasi modo". L'obiettivo è quello di rimandare il Paese alle urne. Ma il diretto interessato replica a muso duro: "Porterò a termine il mio mandato. Dico solo che la Spagna sta riuscendo a uscire dalla crisi. Difenderò la stabilità politica. Se altri vogliono giocare ad altro, è loro responsabilità". La reazione di Rajoy è arrivata durante la visita del suo omologo polacco Tusk: "Mi rimetto alle prove”, ha detto il premier aggiungendo che "Non si può chiedere a un presidente del governo di smentire ogni giorno quanto viene pubblicato".

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