Si aggrava la posizione di Pistorius. L'accusa: può fuggire

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Il tribunale rinvia la decisione sulla libertà vigilata all’atleta accusato di aver ucciso la fidanzata. Secondo l’ufficiale di polizia che coordina le indagini c'è pericolo di fuga. Gli agenti hanno trovato nella sua casa anche proiettili non autorizzati

Si aggrava la posizione di Oscar Pistorius, l'atleta sudafricano accusato di aver ucciso la fidanzata, Reeva Steenkamp. La polizia ha confermato di aver trovato due scatole di testosterone, oltre ad aghi e siringhe, nella sua camera da letto. Non solo: ha trovato anche una scatola di munizioni calibro 38 special, proiettili non autorizzati dal porto d'armi di cui è munito Pistorius, notoriamente appassionato di pistole e fucili.
Già incriminato per omicidio premeditato, sarà adesso formalmente accusato anche di violazione delle leggi sudafricane sulle armi da fuoco e di possesso abusivo di munizioni.
Inoltre secondo Hilton Botha, l'ufficiale di polizia che coordina le indagini, Pistorius non deve essere scarcerato su cauzione perché sussiste un pericolo di fuga. Il tribunale ha comunque deciso di rinviare la decisione sull'eventuale scarcerazione.
Intanto, però, nella seconda giornata di udienze per la concessione della libertà provvisoria, sono emersi nuovi dettagli su quella terribile notte di San Valentino, soprattutto che egli - secondo gli inquirenti - mirò per uccidere Reeva.

Testimoni udirono grida e spari - Quella notte, almeno un testimone, o forse due, udì forti e ripetute grida provenire dalla villa alle porte di Pretoria. Lo hanno raccontato in aula il procuratore Gerrie Nel, rappresentante della pubblica accusa, e Hilton Botha, l'ufficiale di polizia che coordina le indagini. Nel ha riferito di un testimone che avrebbe "sentito un vociare" provenire dall'abitazione della coppia, urla che "suonavano come se ci fosse una lite incessante", e che andarono avanti per oltre un'ora, "dalle 2 alle 3 del mattino". Botha ha aggiunto il resoconto di una persona "che afferma di aver sentito spari", dopodiché "andò sul terrazzo e vide che la luce era accesa" nella villa vicina, malgrado l'ora tarda: "sentì grida femminili due o tre volte, e quindi ulteriori spari".

Le accuse degli inquirenti - Per smantellare la tesi della difesa di un incidente causato dall'intrusione di un ladro, gli inquirenti hanno sostenuto che Pistorius non si limitò a sparare casualmente contro la porta, ma prese la mira con cura verso un punto specifico e in maniera angolata. E ancora: l'accusato ha sempre sostenuto di essersi mosso saltellando sui moncherini; per gli inquirenti, invece, i proiettili seguirono una traiettoria "dall'alto verso il basso", e ciò è possibile solo nel caso Pistorius avesse indossato le protesi.

Sponsor in fuga - L'udienza è stata aggiornata a giovedì 21 febbraio. Ma intanto gli sponsor continuano a dileguarsi. L'ultimo, dopo la Nike e un marchio di occhiali, la casa cosmetica francese Clarins. Dal 2011, Pistorius era il volto della campagna pubblicitaria per una fragranza maschile del gruppo, Thierry Mugler. Adesso, ha fatto sapere la casa cosmetica francese, "in segno di rispetto e compassione per le famiglie coinvolte in questa tragedia", non lo sarà più.

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