Battisti, il Brasile gela l'Italia: giusta la scelta di Lula

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Cesare Battisti
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Il nuovo ministro della giustizia brasiliano dice di "non aver alcun dubbio" sulla decisione del presidente uscente di non estradare l'ex terrorista italiano. Frattini a SkyTG24: Il tribunale supremo confermi il giudizio che aveva già preso in passato

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L'Italia non intende lasciare nulla di intentato per ottenere l'estradizione di Cesare Battisti ed è pronta anche a ricorrere alla Corte Internazionale dell'Aja.
Ma dal nuovo esecutivo brasiliano arriva puntuale una secca precisazione: giusta e consona al diritto brasiliano la scelta di Lula , ha precisato in serata il nuovo ministro della Giustizia José Cardozo. Poco prima il ministro degli Esteri Franco Frattini, che ha giudicato il no di Lula un "precedente gravissimo", aveva ribadito che la partita sul caso dell'ex terrorista rosso è tutt'altro che chiusa. "Non lasceremo niente di intentato per riportare Battisti in una prigione italiana, non ci fermeremo di fronte a nessuna difficoltà", ha assicurato.
Resta alta quindi la tensione tra le due sponde dell'Atlantico: da Brasilia sono giunti quindi messaggi contraddittori ma che fanno capire che il nuovo esecutivo è schierato sulla linea di Lula. Parole distensive dal nuovo ministro degli Esteri Antonio Patriota che ha apprezzato la presenza dell'ambasciatore italiano (attualmente in Italia per consultazioni) alla cerimonia di insediamento di Dilma Rousseff: "la presenza dell'ambasciatore è stata una manifestazione di desiderio dei due paesi per proseguire i propri rapporti ed enfatizzare le convergenze e un'agenda costruttiva", ha spiegato il neoministro.
Parole di chiusura da parte del nuovo ministro della giustizia brasiliano, Josè Cardozo, che ha detto di "non aver alcun dubbio" sul fatto che il 'no' all'estradizione di Battisti deciso dall'ex presidente Lula sia stata una decisione "corretta".
Alle quali si aggiungono quelle dell'autorevole consigliere presidenziale di Lula (confermato dalla Rousseff), Marco Aurelio: il governo brasiliano "non teme" l'eventuale ricorso dell'Italia alla Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja, ipotizzato dal ministro degli Esteri Franco Frattini .
E lo stesso Frattini, intervistato da SkyTG24, ha poi spiegato: "Non mi faccio illusioni sul ministro della giustizia brasiliano. Lui fa il suo dovere, deve difendere la decisione presa dal suo ex presidente, ma il Tribunale Supremo del Brasile ha già dichiarato che Battisti può e deve tornare in Italia. Devo fare in modo che il Tribunale Supremo del Brasile confermi la decisione che ha già preso". (Un estratto dell'intervista a Frattini)



Se il primo passo, come già preannunciato, sarà il ricorso al Tribunale supremo brasiliano da parte del governo italiano, la vicenda potrebbe quindi finire all'Aja, anche per evitare che "dopo la dottrina Mitterrand, si diffonda l'idea che esiste una dottrina Lula", ha spiegato Frattini.
Dall'Italia intanto Adriano Sabbadin, figlio di Lino Sabbadin, il macellaio ucciso il 16 febbraio 1979 a Santa Maria di Sala (Venezia), ha scritto una lettera indirizzata alla neo-presidente Rousseff con la quale ripete che chiede "solo giustizia". Ma il fronte, oltre che politico e giuridico, è economico.
Con il no all'estradizione, ha sottolineato il ministro della Difesa Ignazio La Russa, tra Italia e Brasile si ècreato un clima che mette a rischio "le relazioni commerciali". D'accordo il titolare della Farnesina che, però, realisticamente ha spiegato che "un governo sovrano e forte come quello brasiliano non è condizionabile da azioni di ritorsione".

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