Emergency: i 3 arrestati sono in buone condizioni

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Lo riferiscono fonti della Farnesina dopo l'incontro con l'inviato Attilio Iannucci. Possibile la scarcerazione di uno degli operatori. Sulla vicenda il sospetto si tratti della reazione afghana al ruolo dell'ong nella liberazione di Mastrogiacomo

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Si è svolto stamane l'atteso incontro tra i tre operatori di Emergency arrestati dai servizi segreti afghani e l'inviato della Farnesina Attilio Iannucci insieme all'ambasciatore Glentzer. Secondo fonti del Ministero degli Esteri i tre sono in buone condizioni. Nella nota emessa dalla Farnesina si legge che "durante l'incontro protrattosi per circa un'ora  la delegazione italiana ha potuto appurare le buone condizioni di salute di cui godono i tre connazionali. Il Ministro Frattini ha provveduto ad informare le famiglie dei tre italiani dell'incontro rassicurandole del loro stato di salute e detenzione"."Durante l'incontro - conclude la nota - i tre connazionali hanno tenuto a ringraziare il Direttore della struttura per il trattamento finora loro garantito ed il governo italiano per l'attenzione con cui sta seguendo la vicenda".

Potrebbe essere il primo passo in una trattativa volta alla liberazione dei tre italiani, trattativa che si svolgerebbe all'ombra del sospetto che gli arresti sono avvenuti come conseguenza del ruolo giocato da Emergency tra il 2006 e il 2007 nella liberazione di Gabriele Torsello e Daniele Mastrogiacomo. Il governo di Kabul non avrebbe infatti gradito la mediazione di Marco Garatti, uno dei tre ostaggi.

Intanto il governo afghano, per dimostrare che le indagini vengono svolte correttamente potrebbe liberare uno dei tre italiani, forse Matteo Pagani. Il governo italiano, intanto, chiede a Gino Strada e allo staff di Emergency di abbassare i toni per non inasprire gli animi.  L'Ospedale di Emergency a  Lashkar-gah, intanto, è ormai chiuso e i pazienti in  condizioni più serie sono stati trasferiti nell'ospedale governativo di Bost. Lo hanno reso noto oggi diverse fonti locali.

I tre operatori italiani di Emergency del centro di Lashkar-gah, Marco Garatti, Matteo Dell'Aira e
Matteo Pagani, e i loro sei colleghi afghani sono stati fermati sabato 10 aprile, con l'accusa di aver preso parte ad un complotto per assassinare il governatore della regione dell'Helmand, Gulab Mangal. Emergency opera in Afghanistan dal 1999 con tre centri chirurgici, un centro di maternità e una rete
di 28 centri sanitari. Gli altri sei italiani impiegati nella struttura di Emergency a Lashkar-gah sono stati
trasferiti a Kabul il 13 aprile, lasciando il controllo del centro alle autorità afghane.

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