La Turchia contro Israele: è principale minaccia alla pace

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Dure dichiarazioni del premier Erdogan: "In Medioriente il pericolo maggiore" viene dallo Stato ebraico. Ankara ha spesso svolto un ruolo di intermediario nei rapporti tra Tel Aviv e il mondo arabo. La replica: grossolana propaganda

Israele rappresenta attualmente "la principale minaccia per la pace regionale" in Medio Oriente. Lo ha detto il primo ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, nel corso della sua visita a Parigi cominciata ieri sera. Una frase di inconsueta durezza, pronunciata in una fase delicata che vede Ankara al centro di una complicata mediazione nei colloqui a distanza tra Israele e la Siria. Parte del governo di Benjamin Netanyahu oppone resistenza all'ipotesi che la Turchia possa svolgere il ruolo di mediatore in un'ipotetica ripresa del dialogo con Damasco - che ha al centro la questione cruciale della restituzione delle alture del Golan.

I rapporti tra Israele e la Turchia, storicamente improntati alla cooperazione soprattutto in campo militare, si sono notevolmente raffreddati dopo le aperte critiche di Erdogan alla campagna militare Piombo Fuso compiuta dall'esercito con la stella di Davide a Gaza alla fine del 2008. La Turchia è uno Stato islamico secolare e ha spesso svolto un ruolo di intermediario nei rapporti tra lo Stato ebraico e il mondo arabo. I rapporti tra Turchia e Israele si sono raffreddati dopo le dure critiche di Erdogan all'operazione militare israeleliana "Piombo fuso" nella Striscia di Gaza. Ma il punto più controverso è quello legato al nucleare. Ankara è contraria all'imposizione di nuove sanzioni contro l'Iran. La Turchia è membro non permanente del Consiglio di sicurezza dell'Onu, e minaccia di non votare un'eventuale proposta americana di inasprimento delle misure di pressione su Teheran, da Erdogan valutate "inefficaci". Frustrata dalla lentezza del processo di integrazione europea, Ankara è anche preoccupata dalla possibilità che un isolamento economico del potente vicino islamico, con cui divide 380 chilometri di confine, possa penalizzare eccessivamente i suoi interscambi.

Immediata la replica di Gerusalemme alle duchiarazioni del premier turco. Il ministero degli Esteri israeliano taccia come "grossolana propaganda" l’affermazione fatta a Parigi da Erdogan. Lo ha detto all’ANSA il portavoce Yigal Palmor. "È disdicevole - ha sottolineato Palmor - che il primo ministro Erdogan cerchi di proporsi come leader del mondo islamico facendo ricorso a scampoli di grossolana propaganda anti-israeliana". "Questo - ha concluso - non significa essere un buon capo di governo".

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