In Francia vince il download

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Dopo la vittoria alle elezioni europee in Svezia del Partito dei Pirati, che si batte per la libertà dei contenuti su internet, in Francia la Corte costituzionale respinge la legge, sostenuta da Sarkozy, che blocca l'abbonamento web a chi scarica file

di Pamela Foti

Il Consiglio costituzionale francese ha inflitto una pesante battuta d'arresto a Nicolas Sarkozy, censurando la disposizione centrale della legge Hadopi, da lui sostenuta, che punisce il download illegale da Internet.
La bocciatura della legge che penalizza la pirateria on line è su tutte le prime pagine dei quotidiani francesi. Un argomento questo che ha tenuto col fiato sospeso il popolo degli internauti d'Oltralpe che scarica e condivide file a tutte le ore del giorno e della notte. 

L'ultima novità sulla discussa legge, la più repressiva in Europa contro i pirati del web, è arrivata il 10 giugno. La Corte costituzionale ha infatti censurato il provvedimento, che avrebbe dovuto bloccare l'abbonamento web Internet in caso di download illegali.

A questo si aggiunge il recente successo ottenuto alle elezioni europee dal Partito dei Pirati svedese, il Pirate Party, che si batte per la libertà dei contenuti su Internet.
Questo soggetto politico, nato nel 2006, ha raccolto il 7,1% delle preferenze, conquistando così un seggio al parlamento.
La condanna al carcere, decisa dai giudici a metà aprile, di tre fondatori del sito di scambio di file "The Pirate Bay" ha ampiamente contribuito a fare uscire la formazione, anche se il sito web e il partito hanno in comune soltanto il nome.

Secondo i saggi di Palais Royal, dunque, la Hadopi, acronimo di Alta autorità per la diffusione delle opere e la protezione dei diritti su internet, già oggetto di numerose polemiche in Francia, è contraria a un diritto umano che è quello del "libero accesso ai servizi di pubblica comunicazione online". Il verdetto del Consiglio era stato richiesto dai socialisti francesi che avevano messo in dubbio la legalità costituzionale del provvedimento inserito nella legge.

Il Consiglio, garante della costituzionalità delle leggi in Francia, è rappresentato da nove membr,i fra i quali gli ex presidenti Valery Giscard d'Estaing e Jacques Chirac, ha ritenuto che la sanzione prevista dalla legge adottata il 13 maggio - la sospensione amministrativa dell'abbonamento a internet - leda i diritti fondamentali.
L'efficacia di questa legge, che rendeva la Francia uno dei Paesi più rigorosi d'Europa in materia, è dunque annullata.

Tre giorni dopo la sua disfatta alle elezioni europee, l'opposizione socialista - che si era ferocemente opposta a un testo che riteneva liberticida e inutile - si è immediatamente "ringalluzzita" per l'insuccesso del presidente.
"In questa vicenda, è Nicolas Sarkozy che viene censurato dal Consiglio costituzionale", ha dichiarato il deputato socialista Patrick Bloche. Il Consiglio ha ritenuto che la libertà di comunicazione e di espressione enunciata nella dichiarazione dei diritti dell'uomo implicasse, "considerando lo sviluppo generalizzato di internet", la "libertà di accedere al servizio di comunicazione al pubblico online".

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