Coronavirus, su Eco di Bergamo 11 pagine di necrologi (ieri dieci)

Lombardia
Foto di archivio

Nella città orobica la chiesa del cimitero è stata trasformata in una camera mortuaria perché i posti in obitorio non bastano più

Undici pagine di necrologi sull'Eco di Bergamo, ieri erano state dieci: a Bergamo l'emergenza Coronavirus (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE - ANTIVIRUS, L'ITALIA CHE RESISTE) non riguarda solo i vivi, ma anche i morti. Nella città orobica, infatti, la chiesa del cimitero è stata trasformata in una camera mortuaria perché i posti in obitorio non bastano più. Anche la cremazione è diventata un problema: troppe richieste che non si riescono ad evadere. Inoltre, le famiglie possono fare il riconoscimento dei loro cari solo a distanza e non possono far celebrare il funerale.

Disagi in tutta la Lombardia

Anche a Cremona la chiesa dell'ospedale Maggiore è stata trasformata in una camera mortuaria mentre a Brescia il vescovo ha dato la disponibilità a individuare qualche chiesa in cui ricoverare le salme in attesa della sepoltura. A Milano, invece, il Comune ha messo a disposizione cento posti nell'obitorio e ha cambiato il regolamento dando alle famiglie non più trenta ma cinque giorni per decidere dove seppellire i propri cari. Per contrastare queste problematiche i prefetti lombardi hanno autorizzato i medici a rilasciare i certificati di morte anche prima dei tre giorni. Inoltre, le salme possono essere depositate anche nei loculi zincati. 

Gli appelli dei vescovi di Bergamo e Brescia

Il vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi, ha lanciato un appello al personale sanitario: di fronte a persone morenti che vogliano la benedizione, "donategliela".
"Il Vescovo ben volentieri ha dato la disponibilità ad individuare alcune chiese dove le salme possano sostare in modo dignitoso prima di essere cremate", ha scritto, invece, il vescovo di Brescia Pierantonio Tremolada attraverso il vicario generale Gaetano Fontana, dopo che il prefetto di Brescia, Attilio Visconti, aveva chiesto la disponibilità alla diocesi di aprire le chiese bresciane per ospitare le salme delle vittime di coronavirus.

"Importante scegliere ambienti adatti da mettere a disposizione"

"Ogni giorno si possono fare solo 22 cremazioni e come capite la richiesta in questo momento è superiore alle disponibilità e sarebbe utile aiutare le famiglie a scegliere il modo tradizionale di tumulazione", è l'indicazione della Prefettura di Brescia. Il vescovo ha quindi scritto a tutti i parroci della provincia, chiedendo "di valutare le Chiese suffraganee dove poter allocare i nostri cari defunti. Stiamo cercando di capire le misure sanitarie che devono accompagnare questa operazione, ma intanto è importante cominciare a scegliere ambienti adatti da mettere a disposizione. Collocare i defunti in depositi o luoghi non congrui riteniamo aggiungerebbe solo dolore ad altro dolore per tante nostre famiglie". Il prefetto Visconti ha lanciato un appello soprattutto ai sindaci di Orzinuovi e Manerbio e delle zone più colpite dai contagi di Coronavirus.

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