Coronavirus, in Lombardia 966 morti. Gallera: non bastano le ambulanze

Lombardia

L’assessore regionale al Welfare: “11.685 positivi, 4.898 ricoverati e 732 in terapia intensiva”. Ha poi aggiunto che il numero dei veicoli sanitari non è sufficiente e che “qualcuno dovrà aspettare tarda sera” per essere trasferito in altri ospedali

L’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, durante la quotidiana conferenza stampa ha aggiornato i numeri della Lombardia in merito all’emergenza coronavirus: "I numeri evidenziano una crescita della diffusione del contagio, una crescita che è costante. Ci sono 11.685 positivi in Lombardia, con un incremento di 1865, ci sono 4898 persone ospedalizzate con 463 persone in più. Le persone in terapia intensiva sono 732, con un incremento di 85 e i decessi 966, 76 in più" (GLI AGGIORNAMENTIIL PROTOCOLLO SULLA SICUREZZA DEI LAVORATORILA SITUAZIONE IN LOMBARDIALA SITUAZIONE IN ITALIA).

L'assessore al Welfare: “Non ci sono più ambulanze”

Gallera ha poi dichiarasto che “non ci sono più ambulanze e quindi qualcuno dovrà aspettare tarda sera" per essere trasferito da ospedali più sotto stress in altri nosocomi. L’assessore ha spiegato che finora, dalle strutture “calde” quali quelle di Crema, Cremona, Lodi, Voghera e Iseo, sono stati spostati 91 pazienti in altre sedi e 81 meno gravi in residenze socio assistenziali. Ha inoltre aggiunto che sono stati allestiti 898 posti letto in Lombardia per i positivi: 732 hanno contratto il coronavirus, gli altri sono ancora in attesa del risultato del tampone.

“Ogni giorno sempre più difficile”

L’assessore al Welfare ha affermato: “Ogni giorno è sempre più complicato e difficile, perché il livello di saturazione dei nostri presidi è estremamente alto, ma il sistema sta reagendo con tutte le capacità che ha, con forza e efficienza". Ha poi spiegato che "spostiamo e svuotiamo gli ospedali con maggiore pressione e portiamo via pazienti in altri presidi, al punto che non abbiamo più autoambulanze" per muovere i pazienti. In due giorni – ha proseguito - ne sono stati spostati 130 "e non so in quale stato europeo questo sarebbe stato possibile".

“Recluteremo medici da Venezuela, Cina e Cuba”

Gallera, davanti ai microfoni, ha annunciato: "Recluteremo personale sanitario anche dall'estero, chiedendo solo che siano iscritti all'albo nel paese di provenienza. Avremo personale dal Venezuela, dalla Cina, da Cuba, sono medici a cui daremo ovviamente un luogo dove andare a vivere ma abbiamo bisogno delle competenze di tutti".

Circa 40 pazienti trasferiti dalla Lombardia in altre regioni

A quanto riferito da Gallera, inoltre, sono una quarantina i pazienti che dalla Lombardia sono stati portati in altre Regioni:. L'assessore ha spiegato che lo smistamento è fatto attraverso il cross di Pistoia, quindi attraverso la protezione civile. I primi 28 non erano pazienti Covid-19, mentre successivamente sono stati trasferiti soggetti di terapia intensiva positivi al coronavirus: "Sono stati mandati in Puglia, Toscana. Quando quest'onda sarà passata, metteremo i nostri posti letto a disposizione degli altri".

Gallera: “Mascherine protezione civile non utilizzabili”

L’assessore ha spiegato - anche in un'intervista a Sky tg24 - che le mascherine che la protezione civile ha inviato alla Regione Lombardia per il personale medico "non possono assolutamente essere utilizzate dai nostri medici o infermieri che trattano i pazienti Covid negli ospedali. Ne sono arrivate 250mila, non sono marchiate Ce. Noi chiaramente le abbiamo ritirate”. Gallera le ha successivamente distribuite ai giornalisti e ha mostrato la differenza rispetto a quelle Ffp2, dotate di filtro, e quelle chirurgiche. "Queste sono le mascherine che secondo la protezione civile vanno bene per lavorare negli ospedali. Valutate voi - ha ironizzato Gallera rivolgendosi ai cronisti - se vanno bene per i nostri medici e infermieri che trattano i pazienti affetti da Covid-19”.

"Non vanno bene per infermieri e medici"

Che le mascherine della Protezione civile non erano idonee per i sanitari, Gallera lo ha saputo quando la direzione ospedaliera rhodense ha avvisato che non andavano bene e che i sanitari si rifiutavano di usarle e "anche la direzione del San Paolo ci ha detto di averle fatte vedere al suo responsabile sicurezza". L'assessore ha poi aggiunto: "Sono state tutte ritirate perché non vanno in alcun modo bene per infermieri e medici. Non butteremo niente, ma non sono idonee ai sanitari".

L’assessore Mattinzoli “sta molto meglio” con farmaco per artrite

Anche in Lombardia si prova il Tocilizumab (farmaco per l’artrite reumatoide già provato a Napoli nei giorni scorsi) contro il coronavirus. L'assessore al Welfare Giulio Gallera, illustrando il caso dell'assessore lombardo allo Sviluppo Economico, Alessandro Mattinzoli, ricoverato per Covid19, ha dichiarato che "sta molto meglio grazie all'utilizzo di questo farmaco".

Fontana su ipotesi di ospedale in Fiera: “Dialogo ancora aperto”

Il governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana, dopo aver dichiarato che si stanno “facendo dei veri miracoli" in seguito al recupero, ogni giorno, di posti di terapia intensiva (cosa che per il presidente "ha dell'incredibile"), si è soffermato sull’ipotesi di creare un ospedale in Fiera, dedicandolo esclusivamente ai pazienti con Covid-19, affermando che l’idea “non la abbandoniamo”. Ha poi aggiunto: “Nessuna polemica, semplicemente per ora non siamo in possesso di quegli strumenti utilizzati per aprire letti in rianimazione. Nessuno è stato in grado di fornirci medici e ventilatori. Abbiamo lanciato una call internazionale per i ventilatori ovunque si producano, ci proveremo ancora per qualche giorno"
Fontana ha proseguito: "Il dialogo è ancora aperto. Tra pochi minuti andremo ad ascoltare il nuovo commissario per cercare di capire se si può portare avanti il discorso e come portarlo avanti”. A proposito delle tempistiche, ha risposto: “Va fatto subito, con la massima urgenza". Secondo il governatore, "in questo momento è estremamente difficile avere risposte, perché si stanno muovendo tutti, dai tedeschi agli spagnoli ai francesi, ed è tutto più complicato. Ci eravamo illusi che ci fosse la possibilità di avere i respiratori per far partire un progetto molto bello. Stiamo cercando su varie piste di poterli comprare".

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