Cercas: “La democrazia? È figlia di Don Chisciotte e dell’ironia”

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Filippo Maria Battaglia

Lo scrittore spagnolo torna in libreria con "Indipendenza", un romanzo che è un'indagine sul potere e la giustizia. E durante "Incipit", la rubrica di libri di Sky TG24, dice: “La letteratura è un atto di ribellione nei confronti della realtà” 

Un grande classico può essere anche un ottimo rimedio per difendersi dal potere. Ne è convinto uno dei più noti e apprezzati scrittori spagnoli contemporanei, Javier Cercas: "Da sempre - dice durante 'Incipit', la rubrica di libri di Sky TG24 - la letteratura è una forma di libertà. Per questo il potere ne ha paura: perché i cittadini che leggono, i lettori, sono capaci di dire no".

"Il potere assoluto ha bisogno  del silenzio"

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Da qualche settimana, Cercas è tornato in libreria con "Indipendenza", un giallo che segue "Terra Alta" e che, proprio come "Terra Alta", è innanzitutto un'indagine sul potere e la giustizia. 

“Il potere assoluto - spiega Cercas a Sky TG24 - ha bisogno del silenzio e la democrazia è la miglior cosa che abbiamo a disposizione per proteggerci, insieme all'opportunità di leggere Cervantes". Cervantes? "Sì, è  lui, con l'ironia, ad aver inventato a suo modo la democrazia, rivelandoci come una cosa possa in realtà esserne due. Prendete Don Chisciotte: è pazzo e allo stesso tempo lucido, ridicolo e al contempo eroico, e questa ambivalenza non è solo il centro di quel romanzo, ma proprio del romanzo in generale. Senza quest'invenzione - dice Cercas - non esisterebbe la democrazia: perché ciò che la democrazia fa è permettere proprio la convivenza tra verità contraddittorie".

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