Dell’Arti a Sky TG24: “Anche nella politica di inizio '900 c’era spazio per il grottesco”

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Filippo Maria Battaglia

CONSIGLI DI LETTURA Il giornalista rievoca una turbolenta vicenda di un secolo fa ormai dimenticata. E durante la rubrica di Sky TG24 racconta: "In Aula si faceva spesso a cazzotti, si tiravano calamai, ci si strappavano le cravatte epperò poi, calato il sipario, si andava tutti in trattoria"

"Questo libro nasce per uno sbaglio. Stavo facendo un lavoro sul 1901 e, leggendo il Corriere della sera dell'11 marzo di quell'anno, mi comparve sotto gli occhi un titolo che recitava più o meno così: 'Il duello tra il generale Fecia di Cossato e l’on. Eugenio Chiesa'. Sotto c'era un servizio  stupendo che occupava per intero le prime quattro colonne del giornale in cui un cronista anonimo dettagliava proprio un duello.  Decisi quindi di pubblicarlo nella mia Anteprima, un giornale  nel quale raccolgo il meglio di ciò che circola nel mondo e che mando per mail agli abbonati. Nel frattempo, però, mi ero reso conto che avevo sbagliato a digitare: 1910 anziché 1901. Ecco, probabilmente i fantasmi dei protagonisti del libro che mi stavano intorno  hanno spinto le  mie mani a fare uno sbaglio e farli risorgere dalle ceneri di una vicenda totalmente dimenticata". 

Giorgio Dell'Arti racconta così a Sky TG24 come è nato il suo ultimo libro, intitolato Gli onorevoli duellanti e pubblicato dalla Nave di Teseo. Quella ricerca dà avvio alla  rievocazione di una serie di vicende vere avvenute a Roma intorno al 1910 e che muovono dalla morte del generale Tancredi Saletta, già capo di stato maggiore dell’esercito italiano, e dal suo legame con un donna ricchissima (Eleonora Fussil), vedova dell’erede del colosso Siemens e sospettata di essere una spia austro-tedesca. 

 

Le sfide a duello

 

Ma il vero protagonista del libro è l'onorevole repubblicano Eugenio Chiesa che, dopo aver interrogato il governo sulle circostanze assai sospette di quel rapporto ed essere rimasto a bocca asciutta, perde letteralmente la testa, iniziando a insultare tutti. "Da quegli insulti - ricorda Dell'Arti durante la rubrica dei Consigli di lettura - scaturiranno cinque sfide a duello, sfide piuttosto preoccupanti per il povero Chiesa che non aveva mai impugnato in vita sua né una spada né una pistola e che si trova a dover affrontare avversari che sembrano intenzionati ad arrivare fino all'ultimo sangue".

 

"Da sempre il parlamento è stato anche un luogo di figure grottesche"

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Grazie a una scrittura misura e garbata (e per questo assai rievocativa), Dell'Arti  imbastisce il ritratto di un interno assai affollato che sfata molti miti retrotopici, a cominciare da quello che vuole che in Italia ci sia stata un'età dell'oro della politica: "Da sempre il parlamento è stato anche un luogo di figure grottesche e di accordi sottobanco - ricorda il fondatore del Venerdì di Repubblica -  Si faceva spesso a cazzotti, si tiravano calamai, ci si strappavano le cravatte, epperò  poi, come raccontano le cronache, calato il sipario si andava tutti in trattoria. Era spettacolo, ma attenzione: non era mai uno spettacolo in senso assoluto, e dunque anche per questo era uno spettacolo molto italiano". 

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