Da venerdì 6 marzo a domenica 8 marzo, al via nel comune campano il festival internazionale "Caserta, città delle donne". Tre giorni di incontri, laboratori, spettacoli e performance che coinvolgeranno l’intera città e che saranno dedicati al protagonismo femminile e alle politiche per l’uguaglianza
Un festival internazionale che celebra l’eccellenza femminile. L’appuntamento è a Caserta da venerdì 6 marzo a domenica 8 marzo. Tre giorni di incontri, laboratori, spettacoli e performance che coinvolgeranno l’intera città, con un programma diffuso.
La manifestazione, organizzata dalla Fondazione Orizzonti, ospiterà scrittrici (come Dacia Maraini e Amélie Nothomb), giornaliste, docenti, artiste, critiche letterarie, professioniste di varie discipline.
Il programma di "Caserta, la città delle donne"
Il programma si articolerà in diverse anime complementari, in grado di intrecciare cultura, innovazione, festa e benessere: da Fem, la festa dell’editoria femminile, che avrà luogo nell’Archivio di Stato, all’interno della Reggia di Caserta e in piazza Carlo III, al Creator Hub, il laboratorio di creatività digitale e nuove narrazioni. Anche il Belvedere di San Leucio si trasformerà, per l’occasione, in un palcoscenico con tavole rotonde e panel su diritti e futuro al femminile con HERitage San Leucio. Diversi appuntamenti sono previsti anche in piazza Gramsci, che ospiterà Il villaggio delle donne – Una festa, un incontro, una comunità.
Caserta, città delle donne
Non è casuale la scelta di organizzare proprio a Caserta un festival internazionale, dedicato al protagonismo femminile e alle politiche per l’uguaglianza.
È qui, infatti, che nella seconda metà del Settecento, fu riconosciuta per la prima volta la parità di genere. Nel 1789 venne emanato il Codice Leuciano nella Reale Colonia di San Leucio, un insieme di norme - frutto del dispotismo illuminato dell'epoca – voluto da Ferdinando IV di Borbone e ispirato da Maria Carolina. Venne creata proprio qui la prima scuola dell’obbligo di formazione professionale non solo maschile, ma anche femminile e la dote fu abolita per legge. Le donne per la prima volta ottennero gli stessi diritti degli uomini, sul piano giuridico, amministrativo, sociale, familiare e lavorativo – ricevendo la stessa retribuzione.