Calvizie sempre più precoce, un italiano su due ne è colpito

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Gaia Mombelli

Gaia Mombelli

La perdita dei capelli riguarda 1 italiano adulto su 2, ma l’85% ne sa poco o nulla. Il fenomeno può influire sull’autostima e sulla vita sociale e, per il 22%, anche sul rendimento scolastico o professionale. La calvizie si manifesta inoltre sempre più presto, anche tra i giovani. Gli esperti invitano a non considerarla un semplice problema estetico, ma a individuarne tempestivamente le cause.

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Nonostante gli italiani siano sempre più attenti alla propria immagine, l’85% sa poco o nulla sulla perdita dei capelli. Eppure si tratta di un fenomeno che riguarda un italiano adulto su due.

Incide sull’immagine appunto, ma anche sull’autostima, sulla performance di studenti e lavoratori e, non ultimo, rimane un problema di salute spesso sottovalutato.

 

L'informazione

Il vero campanello d’allarme, però, è un altro: l’85% degli italiani si sente poco o per nulla informato sul problema, al punto da non sapere come affrontarlo. Un vuoto di conoscenze che pesa non solo sulla salute, ma anche sul benessere psicologico. Per una persona su due, infatti, la perdita dei capelli compromette l’autostima e le relazioni sociali, mentre per il 22% arriva a incidere persino sul rendimento scolastico o lavorativo.

 

Lo studio

È quanto emerge dall’Osservatorio di Tricologia promosso da Stefano Fatelli, AD Cantabria Labs Difa Cooper, che ha realizzato una ricerca su un campione di 2.000 persone tra i 18 e i 60 anni.

«L’85% degli italiani ha un livello di informazione così basso sulla caduta dei capelli da non potersene prendere cura», spiega Fatelli. «Per un italiano su due che perde i capelli c’è un impatto potente sull’autostima e sulle relazioni».

 

La calvizie precoce

A preoccupare gli specialisti è anche il fatto che la calvizie compaia sempre più precocemente. «Oggi un ventenne ha la percentuale di incidenza che un tempo avevamo a 28 anni», sottolinea Giovanni Pellacani, Presidente SIDeMaST.

Tra le possibili cause, gli esperti citano la pubertà più precoce, l’aumento del sovrappeso e il rapido dimagrimento associato all’utilizzo di alcuni farmaci.

 

Non solo estetica

Eppure, avvertono gli specialisti, la perdita dei capelli continua a essere considerata un problema esclusivamente estetico. «La perdita di capelli non è solo componente estetica, è una patologia del capello e della cute», ricorda Pellacani.

Per questo la diagnosi precoce resta decisiva. «Il paziente dice sempre: “Sto perdendo i capelli”, ma dietro questo sintomo possono esserci malattie molto diverse tra loro», spiega la dermatologa Bianca Maria Piraccini. «La diagnosi è fondamentale perché il trattamento cambia completamente a seconda della patologia».

 

A chi rivolgersi?

Molti pazienti non sanno a chi rivolgersi e il mercato è popolato da figure molto eterogenee, che contribuiscono ad alimentare la disinformazione. Il medico di riferimento, in assenza di una specializzazione ad hoc, è il dermatologo, che può poi sviluppare competenze specifiche nello studio dei capelli.

Ma serve costanza. L’Osservatorio mostra infatti come molte persone interrompono i trattamenti perché li considerano inefficaci o troppo lenti. Piraccini collega direttamente questo fenomeno a un problema di comunicazione sanitaria: spesso il paziente non viene informato correttamente sui tempi necessari perché una terapia produca effetti visibili.

 

L'impatto emotivo

A rendere il fenomeno ancora più delicato è il suo impatto emotivo. «I capelli sono uno dei tratti identitari più visibili che abbiamo», osserva lo psicologo Daniele Frattini. «Per molte persone perderli significa non sentirsi più se stesse».

Il messaggio degli esperti è chiaro: meno falsi miti, più informazione e diagnosi tempestive. Perché, quando si parla di capelli, il nemico più diffuso non è la calvizie, ma la disinformazione.

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