“Panthère Noire, gioielli da un bestiario felino” di Giovanni Raspini

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Chiara Puglisi

Chiara Puglisi

Gioielli unici, sculture monumentali e il fascino eterno del bestiario felino. Un grande progetto creativo dedicato all’eterna bellezza dei felini. Una mostra-evento che conta ventotto creazioni di alta gioielleria in argento, bronzo e gemme.

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Il nuovo impegno creativo di Giovanni Raspini conta ventidue pezzi unici, esposti durante le tappe di quella che è una vera a propria mostra itinerante, e sei creazioni, riunite in due parure destinate alla vendita, tutte accomunate da una potente ispirazione animalier. Pantere, tigri, leopardi, leoni e ghepardi: l’eleganza di questi predatori affascina il designer toscano che ha creare manufatti iconici dal tratto forte e naturalistico. Grazie all'antica tecnica della fusione a cera persa, i gioielli offrono forme plastiche e texture inimitabili. Panthère Noire è un omaggio sfarzoso per dare nuova vita a quel “bestiario” che da millenni attraversa, con forza ed eleganza, la storia del gioiello.

Le tappe della mostra

Una mostra itinerante che ha toccato le tre capitali della moda, della bellezza e della creatività italiane: Milano, Roma e Firenze. A Milano l’evento di inaugurazione il 21 maggio negli eleganti spazi della Residenza Vignale, le opere sono rimaste in mostra per dieci giorni per poi spostarsi nella Capitale alla Coffee House di Palazzo Colonna a Roma. Nel mese di giugno anche i visitatori romani hanno potuto godere della bellezza di queste che sono delle vere e proprie sculture gioiello. E per finire non poteva mancare Firenze, qui è stata scelta la location di punta di Giovanni Raspini, quella Loggia Rucellai che è allo stesso tempo un capolavoro di architettura rinascimentale, ma anche spazio contemporaneo e concept store del brand toscano. Qui Panthère Noire rimarrà in mostra fino al 4 ottobre.

L’istinto animalier e le radici storiche

“Il mio istinto animalier”, racconta Giovanni Raspini, “è nato ammirando i meravigliosi gioielli che orefici sconosciuti hanno dedicato ai felini nel corso dei millenni. Ricordo benissimo un bracciale Ittita in oro che vidi tanti anni fa al museo di Ankara, in Turchia. Due protomi leonine unite da un semicerchio: una bellezza così semplice ed efficace da risultare modernissima. E d’altra parte, almeno dal secondo millennio a.C. in ogni parte del mondo i creatori di gioielli si sono confrontati con l’eleganza misteriosa dei felini, quasi a voler addomesticare in un manufatto prezioso l’aggressività e la forza straordinaria di questi eleganti animali. Un gesto apotropaico che trova la sua acme nella storia di Ercole che sconfigge il leone di Nemea, indossandone poi la pelle come invincibile mantello”.  I Fenici, i Greci, i Romani, ma anche gli orafi dell’Asia antica sono sempre stati ispirati dalla bellezza preziosa dei felini. La rinascita moderna del gioiello animalier è però legata allo sviluppo delle grandi maison ottocentesche: ciò aprì la strada all’alta gioielleria di stampo borghese, di cui Parigi fu il centro indiscusso. La pantera e il suo mantello si imposero come elemento decorativo già durante la Belle Époque, usati assieme a quelli del leopardo e della zebra. Grazie alle influenze orientaleggianti e alla nascente passione per i viaggi, quei meravigliosi animali diventarono di gran moda. Ma il vero punto di svolta per il gioiello felino fu il 1914, quando i disegnatori del gioielliere Louis Cartier trovarono nella pelle di pantera l’ispirazione astratta per le loro creazioni. Nel periodo dell’Art Déco, i felini quali pantere e leopardi divennero protagonisti iconici della grande gioielleria. Nel caso di Giovanni Raspini, ciò che rende unici e identitari gli animali di Panthère Noire è la continua e profonda ricerca di variazioni stilistiche sul tema del bestiario felino. Gioielli che nascono da una fantasia libera e feconda, sperimentando soluzioni creative sorprendenti fra protomi feline, zanne, texture di pellicce, artigli, ma anche decori vegetali e floreali abbelliti da pietre e gemme coloratissime. Questo, naturalmente, grazie alla grande padronanza artigianale del brand, che vanta nel suo DNA una forte sensibilità naturalistica e di stampo organico, con l’utilizzo prioritario di tecniche tradizionali messe in atto da veri maestri dell’arte orafa.

Le opere protagoniste

Fra i pezzi più significativi la collana Panthère Noire, protagonista della mostra, importante e iconica nel suo registro stilistico, tendente al nero profondo. Realizzata in bronzo bianco brunito e bronzo smaltato, arricchita da grandi gemme in onice nera e piume dello stesso colore, presenta al centro una bellissima testa di pantera mostrata in primo piano. La collana Snow Leopard è invece una vera esplosione di luce. Rappresenta un leopardo delle nevi adagiato su un letto di neve e ghiaccio, che nella suggestione offerta da Giovanni Raspini è formato da luminosissimi quarzi di cristallo di rocca. Imponente la collana Tigre, che rappresenta il felino più grande e pericoloso. Presenta al centro l’animale, plasticamente disteso, circondato da una foresta tropicale dove si arrampicano anche delle scimmiette. Viene realizzata in bronzo brunito e bronzo bianco brunito, con gemme in quarzo idrotermale, agata muschiata e madreperla. Coloratissima e dalla forma particolare è la collana Ghepardi, in bronzo dorato smaltato, agata verde e corniola. Due di questi velocissimi felini sono rappresentati al centro, in basso, mentre grandi pietre dure in taglio cabochon circondano e arricchiscono la struttura. Molto interessante è anche la collana Black and Gold, che mostra due felini, quasi in contrapposizione, appoggiati su grandi quarzi di cristallo di rocca: uno chiaro e color oro, l’altro grigio e più scuro. Altri decori rotondeggianti, sempre in quarzo trasparente, alternati ad elementi vegetali, vanno a completare l’indosso del gioiello.

Le Guardiane della Mostra

A corollario dei gioielli di Panthère Noire, il designer toscano ha voluto creare due grandi ed iconiche pantere nere in bronzo a grandezza naturale, che accoglieranno i visitatori come ambasciatrici della mostra e li indirizzeranno verso i pezzi unici. Disegnate e progettate da Giovanni Raspini, le pantere rivestono una duplice valenza: da un lato risultano le vere ispiratrici dei gioielli in mostra, dall’altro indossano a loro volta gioielli animalier dedicati. Le due sculture, di stile figurativo e realistico, misurano 160 centimetri per 70 e pesano 65 chilogrammi ognuna. Sono state realizzate - con la tecnica tradizionale della fusione a cera persa - dallo scultore Lucio Minigrilli, già autore di significative opere animalier, e dalla capo modellista del brand Erika Corsi, che si è occupata dei gioielli che le adornano. Le pantere sono rifinite con una patina “bronzo classico”, che conferisce fascino ed un meraviglioso effetto brunito e lucido. Solo gli occhi e gli artigli sono stati ripuliti dalla patina: i primi per evidenziare l’iride giallo intenso della pantera che spicca rispetto al manto nero. Le pantere indossano ciascuna una grande collana e quattro bracciali posti sulle caviglie: i gioielli sono sempre realizzati in bronzo fuso a cera persa; quindi, dorati e impreziositi da grandi gemme incastonate.

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