Postiglione: "Il talento ha bisogno di tempo, ma noi viviamo nell’istante”

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Filippo Maria Battaglia

Filippo Maria Battaglia

©Getty

Nel suo nuovo libro pubblicato da Solferino, il vicedirettore di Sette indaga “dieci parole tradite” dal nostro tempo. E nella nuova puntata di “Incipit”, il programma di libri di Sky TG24, si sofferma tra l’altro proprio sulla capacità di riconoscere e coltivare il talento. Che, spiega, “sta scomparendo dai nostri orizzonti”

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Si inizia con "democrazia", si finisce con "verità": è attorno a "dieci parole tradite" che ruota il libro di "Incipit" di questa settimana. Parole che — come scrive il suo autore, il giornalista Venanzio Postiglione — "pensavamo di aver conquistato e condiviso per sempre", e che invece oggi appaiono smarrite, svuotate o deformate dal loro abuso.

Tra "Le dieci parole tradite" (è questo il titolo del libro pubblicato da Solferino), c'è anche “talento”, un termine - racconta il vicedirettore del "Corriere della sera" - che sembra aver cambiato significato. Non perché manchi, ma perché si fatica a riconoscerlo: “Viviamo nella società dell’istante”, osserva sempre Postiglione: un’epoca che privilegia l’esposizione immediata rispetto alla maturazione. E così il talento rischia di ridursi a qualcosa che appare e scompare rapidamente, mentre — ricorda — ha bisogno di tempo e di qualcuno capace di individuarlo.  "Ci abbiamo creduto, certo. Ci crediamo ancora, figurarsi. Ma la capacità di riconoscerlo, coltivarlo, coccolarlo sta scomparendo dai nostri orizzonti".

L’intervista è disponibile anche come podcast su tutte le principali piattaforme, cercando la rubrica “Incipit – Tra le righe” o selezionando l’episodio nella playlist qui sotto.

 

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