Panthère Noire, i gioielli felini di Giovanni Raspini in tour tra Milano, Roma e Firenze
Il progetto affonda le radici nella tradizione millenaria del gioiello d’ispirazione felina. Collane, bracciali, anelli e orecchini realizzati in argento, bronzo e gemme, danno nuova forma all’estetica animalier, attraverso la tecnica della fusione a cera persa. Si parte il 21 maggio nel capoluogo lombardo, si passa nella Capitale a giugno e si chiude nel capoluogo toscano in autunno
Pantere, tigri, leoni, leopardi e ghepardi come ispirazione per l’alta gioielleria. Ventotto creazioni tra collane, bracciali, anelli e orecchini in argento, bronzo e gemme, tutte accomunate da una matrice animalier. È Panthère Noire /Gioielli da un bestiario felino, la nuova sfida del designer toscano Giovanni Raspini sotto forma di una mostra-evento che attraverserà l’Italia dalla primavera all’autunno, passando per Milano, Roma e Firenze. Le opere di Raspini, 22 pezzi unici e sei creazioni, saranno riunite in due parure destinate alla vendita. Tutte prendono forma partendo dall’eleganza dei grandi predatori felini, dando vita a manufatti dai forti tratti naturalistici. La tecnica di realizzazione è antica: è la fusione a cera persa, che riesce a produrre forme plastiche e texture inimitabili.
Milano, Roma, Firenze: il viaggio per l’Italia di Panthère Noire
La mostra parte da Milano: l’inaugurazione è giovedì 21 maggio, negli spazi della Residenza Vignale. La mostra sarà poi aperta al pubblico, gratuitamente, dal 22 al 31 maggio. Seconda tappa di Panthère Noire è Roma, negli spazi del Coffee House di Palazzo Colonna, con l’inaugurazione giovedì 11 giugno e l’apertura gratuita al pubblico dal 12 al 14 dello stesso mese. Poi ci si sposta a Firenze, per cui è stata scelta la location di punta di Raspini, quella Loggia Rucellai che è allo stesso tempo un capolavoro di architettura rinascimentale, ma anche spazio contemporaneo e concept store del brand toscano. Qui Panthère Noire sarà inaugurata giovedì 24 settembre e rimarrà aperta dal 25 settembre al 4 ottobre, sempre con ingresso gratuito.
L’istinto animalier di Raspini
Raspini spiega che il suo “istinto animalier” è nato “ammirando i meravigliosi gioielli che orefici sconosciuti hanno dedicato ai felini nel corso dei millenni”. Fa l’esempio di un bracciale Ittita in oro visto molti anni fa al museo di Ankara, in Turchia. “Due protomi leonine unite da un semicerchio: una bellezza così semplice ed efficace da risultare modernissima”, ricorda il designer.
Le radici storiche e la rinascita moderna del gioiello animalier
È infatti almeno dal secondo millennio a.C., dice Raspini, che “in ogni parte del mondo i creatori di gioielli si sono confrontati con l’eleganza misteriosa dei felini, quasi a voler addomesticare in un manufatto prezioso l’aggressività e la forza straordinaria di questi eleganti animali”. Lo definisce “un gesto apotropaico che trova la sua acme nella storia di Ercole che sconfigge il leone di Nemea, indossandone poi la pelle come invincibile mantello”. Il rapporto tra uomo e animale ha attraversato per millenni culture diverse, dai Fenici ai Greci, dai Romani alle civiltà asiatiche. La rinascita moderna del gioiello animalier è poi arrivata con le grandi maison europee dell’Ottocento, a partire dalla Parigi della Belle Époque. È in quel contesto che la pantera e il suo mantello si imposero come elemento decorativo, usati assieme a quelli del leopardo e della zebra. Complici le influenze orientaleggianti e la nascente passione per i viaggi, quegli animali diventarono di gran moda. L’anno di svolta per il gioiello felino fu il 1914, quando i disegnatori del gioielliere Louis Cartier trovarono nella pelle di pantera l’ispirazione astratta per le loro creazioni. Nel periodo dell’Art Déco, pantere e leopardi divennero protagonisti iconici della grande gioielleria.
Le opere protagoniste di Panthère Noire
Raspini rielabora la tradizione del gioiello animalier a modo suo. Sperimenta soluzioni creative fra protomi feline, zanne, texture di pellicce e artigli, ma anche decori vegetali e floreali abbelliti da pietre e gemme dai colori sgargianti, in linea con la sensibilità naturalistica e di stampo organico del brand, con l’utilizzo prioritario di tecniche tradizionali messe in atto da veri maestri dell’arte orafa. Tra i pezzi più rappresentativi spicca la collana che dà il nome al progetto, Panthère Noire, con tonalità profonde e una testa di pantera in primo piano, realizzata in bronzo brunito e arricchita da onice nero. Di segno opposto la collana Snow Leopard, che interpreta il leopardo delle nevi attraverso cristalli di rocca luminosi. Imponente anche la collana Tigre, con il felino disteso al centro di una composizione che richiama una foresta tropicale, mentre Ghepardi si distingue per i colori vivaci e la presenza di pietre dure. Completa la selezione Black and Gold, giocata sul contrasto tra chiaro e scuro, con due felini contrapposti su quarzi trasparenti.
Le parure
Raspini ha progettato anche due parure riproducibili, parte integrante della mostra, disponibili alla vendita. È la prima volta che il brand rende acquistabili dei pezzi di gioielleria direttamente ispirati e facenti parte di un evento speciale, creando un nuovo ponte fra la creatività di Raspini l’anima commerciale dell’azienda. Panthère Mirage Blue propone collana e bracciale in bronzo placcato oro, con una pantera immersa in un pavé di gemme nelle tonalità del blu e del verde acqua. Leopardo Jungle, invece, comprende quattro elementi in argento brunito — collana, orecchini, anello e bracciale — decorati con gemme e perle d’acqua dolce.
Le Guardiane della Mostra
A completare l’esposizione ci sono poi due grandi pantere nere in bronzo a grandezza naturale. Saranno loro ad accogliere i visitatori. Le sculture, alte 160 centimetri e pesanti 65 chilogrammi, sono state realizzate dallo scultore Lucio Minigrilli insieme alla modellista Erika Corsi. Realizzate con la tecnica della fusione a cera persa e rifinite con patina “bronzo classico”, le pantere non sono solo elementi scenografici: diventano parte integrante del racconto espositivo, indossando a loro volta gioielli animalier e incarnando l’ispirazione originaria dell’intero progetto.