Dal gamepad al paracadute: Lollo Lacustre in volo a 4 mila metri con Red Bull

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Lollo Lacustre per Red Bull

Il content creator varesino Lorenzo Giacomin entra nel roster della compagnia austriaca affrontando la sfida più lontana dai videogiochi: un lancio con il paracadute. Un'avventura documentata senza filtri, tra addestramenti in Spagna, paure superate e un cappello consegnato dal campione mondiale Dani Roman come sigillo dell'impresa

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Nel mondo dei content creator c'è chi costruisce la propria storia uno stream alla volta e c'è chi un giorno si ritrova a quindicimila piedi d'altezza con un paracadute sulle spalle e più di un backflip da eseguire prima ancora di guardare giù. Lorenzo Giacomin, in arte Lollo Lacustre, è un content creator cresciuto sulle sponde del Lago Maggiore che ha trasformato la passione per il gaming in una grande community virtuale ed è proprio grazie ad un lancio con il paracadute sui cieli di Barcellona che è da poco entrato a far parte del roster della RedBull. 

Dall’addestramento con Dani Roman al lancio con il paracadute  

Red Bull lo ha messo davanti a qualcosa di diverso da Minecraft e Brawl Stars: il cielo aperto sopra Barcellona, un paracadute e la richiesta di aprire il salto con un backflip.  Ad accompagnarlo lungo il percorso di addestramento, svolto ad Empuriabrava, in Spagna, c'è stato Dani Roman, paracadutista professionista e base jumper di fama mondiale nonché atleta Red Bull. Un allenatore d'eccezione per giorni di formazione intensiva, fatti di sfide tecniche, momenti di incertezza e conquiste progressive. L'intera esperienza tra cui i retroscena, i successi, i fallimenti,  è stata condivisa da Lollo con la sua community in un video pubblicato sul suo canale YouTube.

In volo sui cieli di Barcellona
In volo sui cieli di Barcellona
Lollo Lacustre e Dani Roman
Lollo Lacustre e Dani Roman

L’intervista a Lorenzo Giacomin

Cosa rappresenta per te essere diventato parte del roster di Player Red Bull? Senti che il cappello consegnato da Dani Roman simboleggi un "salto" oltre i confini del gioco, un po' come il backflip con il paracadute che hai affrontato?

Essere diventato parte del roster Red Bull come Player rappresenta una grande opportunità, sia perché mi consente di fare un salto di qualità ulteriore nel mondo del gaming, sia perché è un’occasione per far arrivare alle persone un'immagine di me più completa. Ora, infatti, posso essere ricordato non solo per il gaming, ma anche per lo sport. Il momento in cui Dani Roman mi ha consegnato il cappello ha rappresentato per me proprio questa fusione. 

 

Con la tua passione per lo sport come basket, monosci e motori, come vedi il legame tra il tuo stile "chill boy del lago" e lo spirito Red Bull?

Grazie al gaming riesco a dare risalto alle mie idee più creative e grazie a Red Bull potrò trasportare questa mia creatività e voglia di cimentarmi in qualcosa di sempre più stimolante e sfidante, dallo schermo alla vita reale. Per quanto io sia un ragazzo molto tranquillo e riservato, spesso mi capita di volermi cimentare in sport estremi.

 

Raccontaci il retroscena del video sul paracadutismo con Dani Roman.

Ho sempre voluto lanciarmi col paracadute, anche per far capire a chi mi segue che non mi occupo solo di videogiochi. In questo, Red Bull ha avuto un timing perfetto, offrendomi un'incredibile occasione. Quando abbiamo iniziato a pianificare il salto, ci eravamo posti come obiettivo quello di eseguire un backflip e quando abbiamo scoperto che era già previsto nel programma di brevetto, abbiamo deciso di aumentare il livello di difficoltà fissando come obiettivo finale tre front flip e cinque backflip. Il cameraman è stato fondamentale perché è riuscito a catturare e a far emergere le mie emozioni. In quel momento ero fuori dalla mia zona di comfort e non mi rendevo conto di quello che stava succedendo. Il diario serale mi ha aiutato a ripensare a quegli attimi con la mente più lucida e mi sono reso conto della grandezza di ciò che avevo fatto.

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Lollo Lacustre
Lollo Lacustre

Quali progetti futuri hai come Player Red Bull e creator?

Mi piacerebbe continuare e realizzare un format ancora più estremo in cui coinvolgere anche altri creatori di contenuti. Al momento sto cercando di streammare di meno per dedicarmi a progetti che raccontino a 360 gradi la mia persona. Voglio trovare un equilibrio, dedicandomi sia ai videogiochi che allo sport. Mi piacerebbe portare avanti anche dei progetti musicali e legati ai motori. Per ora però non voglio fare spoiler.

 

Descrivici il tuo ruolo quotidiano come creatore di contenuti: qual è la routine che ti permette di crescere mantenendo la tua autenticità?

La mia giornata inizia sempre pensando a cosa portare in live: passo molto tempo a pianificare e, in diretta, cerco di creare più contenuti possibili che poi pubblico su TikTok e YouTube. Ciò che finisce su YouTube è quasi completamente estratto dalle live, tranne i vlog e alcuni contenuti mirati di alcuni giochi. Per quanto riguarda TikTok estraggo soprattutto le parti in cui chiacchiero e condivido storielle con la mia community. Ciò che conta per me è essere sempre autentico.

 

Come hai costruito la #lakegang da zero? Qual è stato il contenuto o il momento che ha fatto decollare la comunità?

Nel 2022 ho lanciato un meme e nei commenti tutti hanno iniziato a scrivere “ma tu fai parte della laguna”, anche sotto video che non c’entravano nulla. In quel periodo ascoltavo molto musica svedese e in particolare mi piaceva un gruppo chiamato Drain Gang. Prendendo ispirazione da loro ho pensato al nome “lakegang”.

 

Parlando di musica, che ruolo gioca nella tua vita da creator? Hai mai pensato di collaborare con artisti per un contenuto gaming-musicale?

La musica nella mia vita da creator ha avuto un ruolo fondamentale, soprattutto all'inizio. Usavo delle playlist – che uso ancora oggi – mentre giocavo a Minecraft e le persone pian piano hanno iniziato a riconoscerle e ad associarle al mio canale. Ho già collaborato più volte con alcuni artisti, come Niky Savage, e ho pensato molte volte a collaborare con altri che come me amano il mondo gaming.  

 

I tuoi libri di avventura mescolano gaming e storie reali: qual è il capitolo o l'idea che ti è piaciuta di più, e come credi che aiuti i fan più giovani a connettersi con il tuo mondo?

L’idea che mi è piaciuta di più è stata quella di voler uscire dalla vita quotidiana per entrare nel mondo dei videogiochi. Il mio obiettivo è stato trasmettere l’immagine di una realtà virtuale nella quale potersi rifugiare all'occorrenza. Allo stesso tempo per, desideravo condividere anche l’importanza di non rimanere ancorati alla finzione: il mondo reale esiste e deve essere vissuto ed esplorato.

(di Mirea D'Alessandro)

Lollo Lacustre per Red Bull
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