Walden: "L’ironia? Un superpotere, non solo nella narrativa"

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Filippo Maria Battaglia

Filippo Maria Battaglia

Uno dei più apprezzati giornalisti svedesi scrive un romanzo autobiografico ("Maledetti uomini") in cui racconta l'infanzia e l'adolescenza trascorsa con sette padri diversi. E durante "Incipit", il programma di libri di Sky TG24, spiega l'importanza dell'ironia in un percorso di crescita

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“Una volta ho avuto sette padri in sette anni. Questo è il racconto di quegli anni”. Così scrive, nella prima riga del suo ultimo libro, l’ospite di "Incipit" di questa settimana. Si chiama Andrev Walden, è un giornalista svedese e in “Maledetti uomini” — è questo il titolo del romanzo, pubblicato da Iperborea nella traduzione di Laura Cangemi — racconta esattamente ciò che promette in apertura: la storia di un bambino che, in sette anni, cambia sette padri. È a sette anni infatti che Walden scopre che suo padre non è il suo vero padre. Da lì in avanti se ne avvicenderanno altri sei: l’Artista, il Pastore, l’Assassino, fino al Canoista, che sarà colui che imprimerà una svolta. In questa intervista, Walden racconta questa storia , soffermandosi anche sul ruolo dell'ironia: "quasi come un superpotere. Se ridi di qualcosa o di qualcuno, questi perde il mandato di tormentarti".

L'intervista è disponibile anche come podcast in tutte le principali piattaforme cercando la rubrica "Incipit - Tra le righe" o selezionando l'episodio nella playlist che si trova qui sotto.

 

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