L'erbazzone ottiene l'Indicazione geografica protetta e porta a 45 il numero dei prodotti Dop e Igp dell'Emilia-Romagna, che consolida così il primato europeo delle produzioni certificate. Lo ha deciso la Commissione europea, secondo cui il prodotto "incarna il patrimonio culinario di una regione rinomata per la sua eccellenza gastronomica"
L'"Erbazzone Reggiano" entra nell'elenco delle indicazioni protette (IGP) della Ue: lo ha deciso la Commissione europea. L'Erbazzone Reggiano, scrive la Commissione in una nota stampa "incarna il patrimonio culinario di una regione rinomata per la sua eccellenza gastronomica. La sua reputazione è profondamente radicata nella tradizione locale, con un ampio riconoscimento nei media italiani, nei libri di cucina e nei festival enogastronomici". L'erbazzone è una una torta salata ripiena di erbe aromatiche originaria dell'Emilia-Romagna, regione del nord Italia. È composta da due strati di pasta e da un ripieno di spinaci, bietole, pangrattato e Parmigiano Reggiano DOP, stagionato per almeno 24 mesi. La crosta superiore della torta è cosparsa di lardo croccante.
Il 45esimo prodotto dell'Emilia Romagna
L'Erbazzone ottiene quindi l'Indicazione geografica protetta e porta a 45 il numero dei prodotti Dop e Igp dell'Emilia-Romagna, che consolida così il primato europeo delle produzioni certificate. Lo ha annunciato nei giorni scorsi l'assessore regionale all'Agricoltura, Alessio Mammi, sottolineando come "l'Emilia-Romagna si confermi la Food Valley d'Italia". E spazio per l'erbazzone ci sarà anche all'interno del prossimo Vinitaly di Verona, con un evento dedicato all'interno del padiglione dell'Emilia-Romagna. Per Matteo Cugini, vicepresidente dell'Associazione produttori Erbazzone reggiano, il riconoscimento "ha un valore economico fuori discussione, ma anche un legame molto lontano nel tempo con Reggio Emilia". "Il grande merito - spiega - va all'associazione produttori Erbazzone reggiano, nella sua unità - aggiunge - Siamo cinque concorrenti sul mercato, ma siamo riusciti a stare uniti per portare avanti questo obiettivo". Per Mammi, le Igp sono anche "uno strumento di promozione territoriale", perché "sono legate a una comunità, a un territorio, alla storia e alla possibilità di valorizzarle insieme a tutto il resto che un territorio può offrire". Da qui la volontà della Regione di investire anche sulla promozione del nuovo marchio.