Alpine divorce, l'abbandono delle partner in escursione diventa virale sui social

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Sempre più donne raccontano di essere state abbandonate dai partner durante escursioni in montagna. Tra video virali e atteggiamenti che intrecciano impazienza, superficialità e vecchi modelli di mascolinità, il fenomeno mette in luce dinamiche tutt'altro che innocue

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"Vai a fare una camminata con lui in montagna, ti lascia lì da sola e capisci che non gli sei mai piaciuta". "Mi sono persa nel bosco dopo che un uomo mi ha lasciata indietro. Sono riuscita a tornare a casa e l'ho bloccato". Sono solo due delle testimonianze che, nelle ultime settimane, hanno invaso X e TikTok. Il copione è ricorrente: una coppia parte per un'escursione, il passo è diverso, la fatica aumenta, nasce un litigio o semplicemente l'impazienza. E all'improvviso lei viene lasciata indietro, sola, spesso in condizioni non sicure. Il fenomeno ha un nome: "alpine divorce", divorzio alpino.

Le testimonianze sui social 

Le testimonianze raccolte sui social sono tantissime e sorprendentemente simili, anche se provenienti da Paesi diversi. Molte donne raccontano di essere state abbandonate durante trekking o arrampicate, con il rischio concreto di perdersi, ferirsi o non riuscire a tornare indietro.Tra le voci più ascoltate c’è quella di Maya Silver, che ricorda un'escursione nell'Unaweep Canyon, in Colorado: rimasta indietro sotto il sole, preoccupata per i serpenti a sonagli e con poca acqua, ha alzato lo sguardo e scoperto che il suo compagno era sparito. Nessuna attrezzatura adeguata, nessuna indicazione, nessun piano.

Il video virale che ha accesso la discussione

La diffusione del trend è esplosa dopo il post di una ragazza su TikTok, in lacrime, bloccata su una formazione rocciosa. Il video ha superato i 4,2 milioni di like, generando una valanga di commenti con storie analoghe: c'è chi è stata lasciata in mezzo a un bosco, chi ha impiegato 12 ore per uscire dal Grand Canyon, aiutata da un uomo norvegese che le ha portato lo zaino. Il tema è tornato d'attualità anche per un caso recente in Austria: un alpinista dilettante, Thomas P., è stato condannato per omicidio colposo dopo aver lasciato la sua compagna esausta in vetta a una montagna mentre cercava aiuto. La donna è morta per il freddo. La Corte ha sottolineato la negligenza dell'uomo, che non l'aveva protetta con la coperta termica né aveva accettato l'intervento dell'elicottero messo a disposizione.

Non tutte le donne condividono la lettura di genere

Molte testimonianze parlano di un elemento comune: la dipendenza dal partner durante l'escursione. Chi ha meno esperienza tende ad affidarsi completamente all'altro. È proprio questa dinamica, raccontano molte donne, a renderle vulnerabili quando vengono lasciate indietro. Secondo il Guardian, nella maggior parte dei casi l'uomo non agirebbe con intenzioni malevole: c’è chi pensa di "fare la cosa giusta", chi è semplicemente impaziente, chi interpreta la montagna attraverso un immaginario maschile eroico. Ma il risultato non cambia: la sicurezza della compagna viene compromessa. Non tutte, però, accettano la cornice che vede le donne come parte vulnerabile. "Se fossi con un uomo e lui si allontanasse da me su una montagna, sarei più preoccupata per lui che per me", osserva Blair Braverman, scrittrice, avventuriera, guida di slitte trainate da cani. 

Il ruolo maschile 

Perplessità a parte, le testimonianze online mostrano una tendenza, soprattutto maschile, a sottovalutare i rischi di questo comportamento. "Un'enfasi sulla forza, l'indipendenza e lo stoicismo che è davvero radicata nel modo in cui ai maschi viene insegnato a dare priorità a determinati tratti caratteriali", spiega al Guardian Doriel Jacov, terapeuta specializzata in modelli relazionali. "La mascolinità sembra avere un ruolo nel modo in cui il 'divorzio alpino' si manifesta nella vita reale". Un ruolo che affonda le radici nel tempo: il termine compare già alla fine dell'Ottocento, quando lo scrittore scozzese-canadese Robert Barr pubblicò "An Alpine Divorce", un racconto in cui un uomo tenta di uccidere la moglie durante una gita in montagna.

"Un'altra versione del #MeToo"

Per molte donne, il fenomeno non sorprende affatto. Naomi, 46 anni, educatrice e membro della Wine Hiking Society, lo ha definito "un'altra versione del #MeToo". Anche lei è stata lasciata indietro durante un'escursione. Ha raccontato inoltre un episodio avvenuto nel Parco Nazionale degli Arches, nello Utah: il suo gruppo aveva trovato una donna distesa a terra, in difficoltà per le vertigini. Il suo accompagnatore era tornato indietro a recuperare una macchina fotografica caduta in una conca. "Non c'era modo che potesse uscire da sola", dice Naomi. "L'abbiamo accompagnata fino all'inizio del sentiero". Solo lungo la strada hanno scoperto che si trattava del secondo o terzo appuntamento. "Così le abbiamo detto: Questo potrebbe essere l'ultimo appuntamento, eh".

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