Il progetto, sviluppato dallo studio fondato dall'architetto Boeri insieme all’architetto Giorgio Donà, si configura come un intervento di ricomposizione spaziale volto a ristabilire il perimetro di riferimento dell’Anfiteatro Flavio. L’operazione progettuale, successiva alla campagna di indagini archeologiche, ha previsto il ripristino delle quote originarie e della crepidine e la ripavimentazione degli ambulacri meridionali mancanti
Il Parco archeologico del Colosseo inaugura gli interventi di valorizzazione e riqualificazione degli ambulacri meridionali dell’Anfiteatro Flavio, uno spazio la cui sistemazione tardo ottocentesca non permetteva la lettura integrale del monumento nascondendo sia il piano originale di calpestio sia le poche strutture rimaste della pavimentazione antica. L’area è ora restituita al pubblico al termine dello scavo archeologico e del restauro delle superfici antiche, nella sistemazione ideata dal PArCo, cha ha curato anche la direzione tecnica e scientifica, su progettazione di Stefano Boeri Interiors e con la sponsorizzazione tecnica di Mapei.
Boeri: "Un progetto rispettoso che completa la ricerca degli archeologi del Parco del Colosseo"
“Progettare lo spazio prospiciente la facciata sud del Colosseo è stata un’esperienza straordinaria, vissuta in stretto contatto con la direzione e i tecnici del Parco archeologico" ha commentato l’architetto Stefano Boeri. "Dopo la collaborazione sperimentata nel progetto per il nuovo ingresso alla Domus Aurea, la riforma del piazzale sud dell’Anfiteatro Flavio ha restituito la percezione della dimensione originale del monumento e della sua quota di calpestio, offrendo al contempo al pubblico la possibilità di avvicinarsi alle sue mura e di immaginare il ritmo e la sequenza degli ambulacri e dei fornici oggi perduti" ha concluso.
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Donà: "Un’azione corale arricchita da una molteplicità di voci"
“Attraverso l’astrazione architettonica dei pilastri di sostegno degli ambulacri mancanti, l’intervento rievoca il sistema dei passati accessi agli spazi interni del monumento. Un’azione corale arricchita da una molteplicità di voci, sostenuta dai contributi di archeologi, ricercatori, architetti e partner tecnici. Un progetto che vuole restituire alla città, alla comunità internazionale e ai visitatori una nuova piazza e un punto di vista di prossimità: un modo, del tutto inedito, di interagire con il monumento e la sua storia.” ha dichiarato l’architetto Giorgio Donà
Gli interventi di valorizzazione e riqualificazione
La nuova pavimentazione delinea il perimetro perduto dell’Anfiteatro, la cui immagine si era modificata nei secoli. Partendo dai blocchi rimasti in situ in altri settori del Colosseo, nel settore meridionale è stata disegnata una pavimentazione in lastre di travertino che ne richiama l’estensione originaria, delimitando i lacerti originali rimasti in situ. Dove un tempo si elevavano gli imponenti pilastri in travertino che sostenevano l’edificio fino ad un’altezza pari a circa 50 metri, sono stati posizionati elementi nella medesima pietra che, in forma stilizzata, consentono di rievocare la sequenza degli ambulacri radiali e anulari, mentre a terra, in corrispondenza degli archi numerati che scandivano la facciata guidando gli spettatori alla ricerca del proprio settore, sono stati incisi i numeri dei fornici. Altro elemento importante è il ripristino dei gradini della crepidine, il bordo esterno del monumento, che delineava e sopraelevava l’edificio dall’area di rispetto, anch’essa pavimentata in blocchi di travertino e tutt’ora leggibile sia nel settore nord-est – dove sono visibili i cippi in travertino che la delimitavano – che di fronte ai fornici da VI a XVIII.
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Il restauro delle superfici
Il restauro di quanto messo in luce nel corso degli scavi è stato sovrinteso da Angelica Pujia, e ha interessato una superficie totale di circa 1.300 mq operando su diversi materiali costitutivi della struttura del monumento: malta di allettamento dei blocchi pavimentali, opera cementizia dell’anello di fondazione, piattaforme in malta pozzolanica, plinti e blocchi pavimentali in travertino, canali radiali in malta e laterizi, elementi metallici e reperti mobili tra cui un busto di Giove Egioco in marmo pentelico, monete e monili.