Destination Florence e The Social Hub, l'ospitalità innovativa
LifestyleFirenze è città capace di coniugare patrimonio culturale e nuove forme di ospitalità. Destination Florence e The Social Hub lavorano per rendere sostenibile il grande flusso di turisti che, ogni anno, visita la città. Li abbiamo visitati per FLASH
Sono milioni i turisti che ogni anno fanno tappa a Firenze per ammirare i capolavori che custodisce la perla del Rinascimento. La grande sfida è rendere sostenibile la grande affluenza. In questo scenario si inseriscono realtà come Destination Florence, fondazione dedicata alla valorizzazione e gestione del turismo fiorentino e spazi all'avanguardia come The Social Hub Firenze, che rappresenta una nuova idea di accoglienza urbana.
Che cos'è Destination Florence lo abbiamo chiesto all'Assessore al Turismo del Comune di Firenze Jacopo Vicini.
Fondazione Destination Florence è il nostro soggetto operativo per la governance del Turismo. Lo abbiamo immaginato come un principio, quello della collaborazione tra pubblico e privato. Qundi, ci siamo noi, c'è la città metropolitana di Firenze, ci sono 150 soci privati che mettono a disposizione della fondazione il loro know-how, la loro competenza, il loro lavoro giorno per giorno nel settore. Insieme, cerchiamo di mettere insieme le strategie per il futuro della nostra città nel campo del Turismo.
Qual è la vostra sfida più importante?
Rendere sostenibili i flussi turistici nella nostra città è la grande sfida che ci siamo posti. I numeri ne certificano la difficoltà, Firenze è una città di dimensioni piccole: il centro storico sono solamente 5 km quadrati, ma ogni anno accoglie circa 15 milioni di presenze turistiche. Per farlo, ovviamente, dobbiamo mettere insieme una serie di azioni, una serie di misure. Nel 2025 abbiamo messo in campo un decalogo e lo faremo anche nel 2026, con tante azioni che insieme cercano di rendere sostenibili questi flussi. Penso al divieto delle keybox, penso al regolamento sul trasporto turistico, con cui abbiamo vietato risciò, golf car e caddy, al regolamento sugli affitti brevi, al regolamento che adesso andremo a proporre sugli NCC. Una serie di azioni che guardano più settori, per cercare di far sì che, poi, il rapporto tra chi vive la nostra città tutti i giorni e chi la visita sia migliore.
Di che cosa parliamo, quando parliamo del progetto Be.Long?
E' un progetto a cui siamo affezionati. Il progetto Be.Long è un progetto che, insieme alla fondazione, dedichiamo a chi è a Firenze per motivi di studio o di lavoro. Quindi, non è un turista ma è un cittadino temporaneo della nostra città. Noi vogliamo che si senta parte della nostra comunità e per questo cerchiamo di informarlo su quella che è Firenze, su come si possa viverla al meglio rispettando la sua belelzza. Firenze è una creatura fragile, che va rispettata, che può offrire tanto, ma ha bisogno di atteggiamenti rispettosi e consapevoli. Per questo con Be.Long cerchiamo di offire iniziative, attività e interventi dedicati a una parte della nostra comunità, che deve sentirsi a pieno titolo cittadina di Firenze.
Penso che la chiave sia informare le persone, informare in maniera corretta. Noi stiamo cercando di costruire un canale sempre più diretto con i tantissimi che vengono a visitare Firenze tutti i giorni, per cercare di far loro capire quanto sia una creatura fragile ma preziosa.
Per questo stiamo lavorando, insieme anche alla fondazione, per far sì che si tuteli la tradizione, l'identità della nostra città, aprendosi - però - anche alle sfide del futuro, cercando di essere un patrimonio mondiale dell'Umanità, quindi, qualcosa che deve essere vissuto e goduto da tutti e che, però, va tutelato con l'impegno di tutti.
Con Michael Giuliano Regional Director Operation France Italy, abbiamo parlato della filosofia di The Social Hub
The Social Hub è pioniere del modello ibrido di ospitalità. All'interno delle nostre strutture ospitiamo, per un giorno o per un anno, ospiti da tutto il mondo. Viaggiatori, nomadi digitali, persone che devono venire in città per un periodo di tempo limitato per conoscere, per intersecarsi bene col tessuto cittadino, ma anche per studenti che devono correre il loro anno universitario o il semestre universitario qui da noi.
Il nostro modello di ospitalità si differenzia, rispetto magari a un classico modello, perché noi cerchiamo proprio di andare a fare rigenerazione urbana, cercando di ridare valore e anche funzionalità pubblica a quelli che possono essere degli spazi che magari non sono utilizzati. Se facciamo l'esempio di questa struttura di Viale Belfiore, noi in copertura abbiamo 7mila mq di terrazzo, che viene concesso proprio a spazio pubblico, dove ospitiamo quotidianamente tutto il vicinato, che può utilizzare la nostra struttura. Così come a Roma abbiamo riaperto, negli spazi dell'ex Dogana, un parco urbano di circa 10mila mq aperto alla città. Quindi, questo nostro approccio, cercando di andare a creare delle sinergie con le collaborazioni con realtà locali, con aziende locali, ma anche con piccole botteghe del quartiere, fa sì che noi cerchiamo di dare valore, di ridare indietro alla città, quello che può essere uno spazio che magari prima non era utilizzato e che poi ritorna a prendere vita.
Cerchiamo di creare degli spazi che portino per il quartiere sicurezza, vivacità, luce, in luoghi che possono essere utilizzati da chi vive il quartiere e che ci vede non soltanto come uno spazio chiuso a pochi, ma come un valore proprio per tutta quanta la comunità.
Come si svolge una giornata tipo a The Social Hub?
Da noi ci si può alzare la mattina presto alle 7, fare una buona colazione - o attraverso il nostro buffet oppure attraverso i nostri bar. In Belfiore, per esempio, abbiamo una partnership con il forno Menchetti, quindi, sforniamo tutti giorni pane fresco, croissant, pizze. SI può fare attività fisica, abbiamo diversi am bienti dedicati allo sport, non soltano palestre, ma anche tutto un calendario di esercizio che viene proposto gratuitamente alla nostra comunità tre volte al giorno; abbiamo sale riunioni, luoghi per poter lavorare, luoghi per potersi incontrare e un ricco calendario di eventi che si svolgono nei nostri rooftop, nei nostri ristoranti, nelle nostre sale meeting dove, appunto, ci si può connettere, si possono conoscere persone, si può fare attività, si possono testare prodotti locali. Insomma, diciamo che non ci annoia mai, qui da noi.
Il mio desiderio, il desiderio dell'Azienda, è quello di creare dei luoghi di ritrovo e creare delle community in spazi fisici. Si parla molto di comunità all'interno di spazi digitali, quello che vogliamo fare è mettere insieme le persone. Dopo tanti anni, in cui lo smart working è diventato preponderante, dove il turismo "mordi e fuggi" non porta veramente il turista a conoscere il tessuto urbano. Sotto questo spazio noi abbiamo dato la possibilità non solamente di dare alloggio a persone che ne hanno bisogno, ma abbiamo anche il desiderio di far incontrare persone del posto, studenti, viaggiatori, professionisti. Abbiamo anche lanciato un prodotto in abbonamento, nell'ultimo anno, che dà la possibilità non soltanto di poter utilizzare gli spazi comuni, ma anche la palestra, la piscina, far parte proprio del tessuto, del calendario eventi e, soprattutto, del network. Quindi, l'auspicio è sempre di più di creare dei luoghi di incontro, di raccolta, all'interno dei nostri spazi.