Arte, l'Italia ha acquistato l'Ecce Homo di Antonello da Messina. Cosa sappiamo

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Il ministero della Cultura ha acquistato l’opera per 14,9 milioni di dollari, messa in vendita la scorsa settimana da Sotheby’s. La conferma è arrivata dalla stessa casa d’aste, dopo le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli: “Ecce Homo unicum che valorizza nostro patrimonio culturale”. Ad annunciare l'acquisto era stata la Fondazione Federico Zeri di Bologna

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Un capolavoro di Antonello da Messina, che unisce due opere (un ritratto intensamente umano del Cristo sofferente nella scena dell'Ecce Homo e una raffinata visione di San Girolamo nel deserto sul retro) è stato acquistato dall'Italia.

L’opera è stata acquistata dal ministero della Cultura, attraverso il Direttorato Generale dei Musei, per 14,9 milioni di dollari. A confermare l’indiscrezione è stata la stessa Sotheby’s, che la scorsa settimana aveva offerto il dipinto al migliore offerente. Ad annunciare l'acquisto era stata la Fondazione Federico Zeri di Bologna che, in un post su Facebook, ha spiegato che il capolavoro del pittore siciliano del Quattrocento “è proprietà dello Stato italiano”. 

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Giuli: "Ecce Homo unicum che valorizza nostro patrimonio culturale"

"Il Ministero della Cultura conferma l'acquisizione del quadro Ecce Homo di Antonello da Messina, trapelata da indiscrezioni giornalistiche e confermata dalla casa d'aste Sotheby's. È un'operazione di altissimo livello culturale: abbiamo atteso qualche giorno nel comunicarla per rispetto nei confronti delle autorità deputate a registrare il contratto di acquisto. L'opera rappresenta un unicum nel panorama artistico del Quattrocento italiano, punto fondamentale nella strategia di ampliamento e valorizzazione del nostro patrimonio culturale, da mettere a disposizione dei cittadini italiani e dei visitatori provenienti da tutto mondo". Lo ha dichiarato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, confermando l'acquisizione del dipinto. L’opera, di rarità e qualità uniche, è un piccolo pannello dipinto su entrambi i lati: da un lato è raffigurato un intenso "Ecce Homo", con Cristo coronato di spine, dall'altro un San Girolamo penitente in un aspro paesaggio roccioso. Le dimensioni ridotte e la doppia raffigurazione suggeriscono una funzione devozionale privata, confermata anche dalle tracce d'uso legate alla sua lunga storia come oggetto di culto. 

L'opera acquistata dall'Italia

Le indiscrezioni erano state coonfermate in precedenza anche dal direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria e della Pinacoteca Nazionale di Bologna, Costantino D’Orazio, che avrebbe annunciato: “Un nuovo Antonello da Messina torna in Italia grazie al Ministero della Cultura”. E ancora, come riporta Finestre sull'Arte: “Chi lavora al MiC sa quanto sia complicato per lo Stato Italiano partecipare ad un’asta, ma questa volta il Ministero ha giocato d’anticipo, assicurandosi un vero capolavoro in trattativa privata, spuntando anche un prezzo più vantaggioso”. 

L'Ecce homo di Antonello da Messina

Il quadro era l'ultima raffigurazione di Antonello di un Ecce Homo rimasto ancora in mani private. Il dipinto era stato ritirato da Sotheby's poco prima che finisse sotto il martello del battitore a causa del forte interesse dimostrato dal governo italiano che ha pagato una cifra un soffio al di sotto del massimo della stima di partenza di 15 milioni. Si tratta di uno dei più importanti acquisti della storia recente del Ministero della Cultura. Questo perché le opere di Antonello da Messina sul mercato sono esigue, considerando che il corpus è molto ridotto e la maggior parte dei capolavori del pittore è conservata nei musei pubblici. L'opera, realizzata intorno al 1460-1465, è il primo Ecce Homo realizzato dall’artista e l’unico dipinto noto eseguito su tavola dipinta su entrambi i lati. Tutte le altre versioni del soggetto sono oggi conservate in musei pubblici, dal Metropolitan Museum di New York alla National Gallery di Londra, dal Louvre a Palazzo Spinola a Genova e al Collegio Alberoni di Piacenza.

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