Cucina italiana patrimonio Unesco, il giornale dell’Alto Adige: “I canederli non lo sono”

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Secondo la testata altoatesina Dolomiten, i tipici canederli (gnocchi di pane conditi con speck) non apparterrebbero alla tradizione culinaria del Belpaese, riconosciuta come patrimonio immateriale dell'umanità dall'Unesco

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“I canederli non sono italiani”. A lanciare la provocazione è stato il quotidiano altoatesino Dolomiten che, dopo il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio immateriale dell'umanità, ha voluto ribadire l'origine non-nazionale del piatto. Secondo la testata dell'Alto Adige i canederli, gnocchi di pane conditi con speck, non apparterebbero alla tradizione culinaria del Belpaese. “Adesso, improvvisamente, i canederli sono diventati bene culturale italiano”, ha ironizzato il quotidiano sudtirolese di lingua tedesca. “Si possono davvero commercializzare gli Schlutzkrapfen (ravioli ripieni), gli gnocchi di formaggio (Käsenocken) e i Tirtlan (frittelle ripiene) come italiani?”, ha aggiunto Dolomiten.

Le reazioni in Alto Adige

Sul riconoscimento dell'Unesco, si è espresso anche il presidente di Idm Alto Adige, la società provinciale per lo sviluppo economico, parlando di “un grande riconoscimento della tradizione culinaria dal sud al nord”. Secondo Klaus Berger, direttore dell'Associazione Albergatori e Locandieri del Suditirolo, la decisione dell'Unesco rappresenta “un rinforzo al messaggio dell'eccellenza culinaria italiana, a cui anche il nostro speck contribuisce”.  

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