Arrivano gli "offline days": i viaggi per ragazzi lontani dagli smartphone

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Giulia Mengolini

Giulia Mengolini

Soggiorni di quattro giorni immersi nella nautura toscana, con l'obiettivo di godersi l'esperienza reale e lasciare i cellulari negli zaini. "Abbiamo scelto delle attività che sostituiscano il bisogno della connessione, perché se da un lato il nemico principale della Gen Z è la solitudine, l'altro è la noia", spiega il referente del progetto di Scuola  Zoo. Ma non ci saranno divieti

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Quattro giorni di disconnessione, immersi nella natura toscana, per rigenerarsi e prendersi una pausa dagli inseparabili smartphone. È la proposta innovativa degli "Offline Days", viaggi pionieri per la Generazione Z ideati da ScuolaZoo, che ad aprile a maggio 2025 offriranno ai loro giovani partecipanti l'opportunità di vivere una breve vacanza con i propri coetanei riscoprendo la condivisione 'live' e lasciando gli schermi negli zaini. Dal 1 al 4 maggio (per maggiorenni) e dal 12 al 15 giugno (dai 16 anni in su), i partecipanti si immergeranno in un’esperienza a bassissimo tasso di connessione, tra sport, escursioni e attività di gruppo, dal beach volley alla canoa. E i momenti più significativi saranno catturati da macchine fotografiche analogiche.

La voglia (e la fatica) di disconnettersi

"Vorrei disconnettermi, ma non ci riesco". Il fenomeno della "dipendenza da smartphone" è diffusa tra gli appartenenti alla Gen Z, con effetti sempre più evidenti sulla loro salute mentale e sulle relazioni. Secondo una ricerca di ExpressVPN, il 17% dei ragazzi e delle ragazze riesce a limitare l'uso dei social quasi ogni giorno, ma il 28% trova questa sfida troppo difficile, mentre il 12% non ci prova nemmeno, pur pensando di farlo. Può sembrare difficile da credere, ma sono sempre di più i ragazzi e le ragazze pronti a riscoprire il valore della socialità offline, commenta a Sky Tg24 Gioele Pollino di ScuolaZoo, referente del progetto. "Attraverso i nostri osservatori e sondaggi, ci siamo resi conto che nonostante si tratti di una generazione iperconnessa, durante i nostri viaggi, una volta superata la prima fase in cui non conoscono ancora i compagni, i ragazzi lasciano i cellulari in camera, perché si rendono conto di non averne bisogno per godersi l'esperienza".

Gli Offline Days sono soggiorni di quattro giorni senza smartphone rivolti ai più giovani.
Gli Offline Days sono soggiorni di quattro giorni senza smartphone rivolti ai più giovani.

Un "digital detox" ma senza divieti

Il concetto che ispira la vacanza è quello del "digital detox", ma gli "offline days" non contemplano la privazione dei cellulari. "Abbiamo scelto delle attività che sostituiscano il bisogno della connessione, perché se da un lato il nemico principale della Gen Z è la solitudine, l'altro è la noia", spiega Pollino. "Durante i nostri viaggi non ritiriamo i cellulari, né li chiudiamo in un cassetto. Il nostro obiettivo non è vietare: l’approccio piuttosto è: mettiamoli via e scopriamo insieme se riusciamo a farne a meno". Insomma, nessun viaggio di punizione. "Chiediamo ai ragazzi di fidarsi di noi, e una volta arrivati, nel welcome meeting decideremo insieme a loro le regole. Vogliamo responsabilizzarli".

Una formula che piace ai genitori

Gli "offline days" - che conteranno al massimo 30 partecipanti a soggiorno - non sono viaggi che sostituiscono le vacanze estive. "Abbiamo pensato di programmarli a ridosso dei ponti vicini alla fine della scuola, così che gli studenti si possano disintossicare dalle preoccupazione di pagelle ed esami e ricaricarsi prima dello sprint finale. Un concetto che piace molto anche ai padri e le madri: "I feedback più entusiasti che abbiamo raccolto come Scuola Zoo è proprio la community dei genitori che oggi sono preoccupati dalla quantità di tempo che i propri figli trascorrono al cellulare, peraltro senza mai sapere di quali contenuti stanno fruendo". Ma dall'altra parte, "neanche i genitori potrebbero stare quattro giorni senza avere notizie dei propri ragazzi". L'assenza di divieto non scontenta quindi né la Gen Z, né i propri padri e madri. Ma offre un nuovo modo di fare esperienze.

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