Subbuteo, Bari per un weekend capitale del calcio a punta di dito
LifestyleIl capoluogo pugliese ha ospitato la prima tappa del Guerin Subbuteo, torneo nazionale che ha richiamato in Puglia 64 “singolaristi” e 14 squadre. Uno spaccato di un fenomeno piuttosto vintage, che continua a coinvolgere tanti appassionati in tutta Italia, e che in alcuni casi ha “stregato” anche i Millenials
C’era una volta il subbuteo. Anzi no, c’è ancora, e gode di ottima salute, a giudicare da quanto successo durante il weekend a Bari, dove più di cento appassionati, singolarmente o divisi in squadre, si sono dati battaglia attorno al tradizionale (e per i più in là con gli anni “nostalgico”) tavolo verde. Nel “Pala Carrassi” del capoluogo pugliese, è andata in scena, per la precisione, la prima tappa del Guerin Subbuteo, uno degli slam stagionali di questa disciplina, che prevede anche campionato, coppa e competizioni internazionali, intervallate dagli impegni della nazionale che anche qui riesce a farsi onore. Gli azzurri del “calcio tavolo” (evoluzione non solo linguistica del tradizionale subbuteo), sono infatti campioni d’Europa e del Mondo in carica, e la prossima estate difenderanno in Inghilterra il titolo iridato conquistato in casa.
Ma torniamo a Bari; a far scivolare mini calciatori e pallone sul panno verde dei tavoli sistemati sul parquet del palazzetto, c’erano appassionati giunti da ogni parte d’Italia; Genova, Bologna, Roma, Viterbo, Cosenza, Lecce, Taranto, Macerata e Napoli, 64 “singolaristi” e 14 squadre. Un grande successo, assicura Andrea De Giosa, uno degli organizzatori e giocatore del Bari, forte squadra di casa: “dietro queste manifestazioni c’è un movimento animato da tantissime persone; abbiamo una Federazione e tanti club in tutto il paese”. L’età media resta alta, ma tra i tavoli incrociamo anche teenager strappati, momentaneamente, alla playstation. Vinicio ha 19 anni ed è arrivato a Bari da Viterbo assieme allo zio: “ci gioco ancora con la playstation – racconta sorridendo – però grazie a mio zio ho scoperto questa disciplina che ora mi piace tanto, e che, se proprio devo fare un paragone, mi regala più sensazioni”.
Poco più in là c’è Alessandro, 15 anni. Arriva da Cosenza ed è in squadra col papà Carlo, che lo ha iniziato al subbuteo. “Sono riuscito a coinvolgere anche due compagni – ci spiega Alessandro - con i quali giochiamo in settimana; poi nel weekend si gira l’Italia per tornei, ed è molto bello”. Certo, aggiungiamo noi, quella contro la playstation è ancora una battaglia persa, ma gli appassionati del subbuteo, senza alcuna pretesa di battere la tecnologia, continuano ad aprire i loro club agli under. “A Genova abbiamo una bella scuola per ragazzini, che anche loro girano molto”, racconta Cristian, arrivato a Bari con i suoi compagni della Ligures; “certo per noi era più facile, non avevamo molto altro, ma quando poi iniziano, anche i “millennials” sembrano divertirsi tanto”.