Survilo, guerra e stalinismo nel graphic novel di Olga Levrenteva

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Gabriele Lippi

Il primo romanzo a fumetti di un'autrice russa tradotto in Italia è un esercizio di memoria individuale e collettiva, un racconto intimo e forte dell'assedio di Leningrado e della "disgrazia" capitata a una famiglia innocente

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La Seconda Guerra Mondiale è probabilmente il più profondo trauma collettivo occidentale, e in quanto tale è stato ed è al centro di un gran numero di saggi, romanzi, film e fumetti. Poche volte, però, abbiamo avuto l’opportunità di riviverla da un punto di vista diverso, quello di chi ha combattuto il nazismo con gli Alleati ma che poi scelse una strada diversa e opposta. Survilo. La ragazza di Leningrado, romanzo grafico della fumettista russa Olga Lavrenteva pubblicato in Italia da Coconino Press (320 pagine, 22 euro), arriva a colmare questo vuoto, per raccontarci un altro aspetto del conflitto che sconvolse la storia dell’Europa.

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Una vita sconvolta da Stalin e Hitler

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Survilo è un cognome, quello della nonna di Olga Lavrenteva, quello del padre di lei e di ogni singolo abitante del villaggio polacco in cui nacque, Surwile, attualmente in Bielorussia. Ed è un romanzo biografico, la storia di una giovane donna, Valja, nata nel 1925, la cui vita venne sconvolta due volte alla fine degli anni ’30, da due dittatori feroci come Josip Stalin e Adolf Hitler. Il primo fu responsabile, con le sue purghe, di quella che la protagonista e voce narrante chiama “la disgrazia”, l’arresto del padre, fervente comunista, accusato di cospirare contro il regime e fatto sparire dalla polizia. Il secondo di un incubo durato due anni e mezzo, l’assedio di Leningrado.

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Una storia di resistenza

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Valja lo vive all’interno dell’ospedale di un carcere nel quale assiste detenuti malati. L’unico posto in cui sia riuscita a trovare un lavoro nonostante gli eccellenti risultati conseguiti nello studio, l’unico che sia passato sopra quella macchia indelebile, quel marchio di “nemici del popolo” derivante dall’arresto del padre. Qui patisce la fame ma sopravvive, vede svanire intorno a sé amiche, colleghe, pazienti, fa da vedetta per gli attacchi dei nazisti. E resiste, lei come Leningrado, all’assedio. Gli inchiostri fitti e scuri di Olga Levrenteva e la sua creatività grafica trascinano il lettore in un’atmosfera di oppressione che rende facile l’immedesimazione nel racconto. Le tavole, ricche di sequenze oniriche sorprendenti, a tratti ricordano il Craig Thompson di Blankets e Habibi, a tratti Maus di Art Spiegelman.

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Memorie personali e collettive

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Il racconto della guerra, ricostruito unendo le memorie della nonna a una meticolosa ricerca d’archivio, è al tempo stesso personale e universale, nitido e sfumato, esplicito e intimo. L’oppressione del regime stalinista e il ricordo dell’assedio di Leningrado suonano oggi come un grido di libertà e resistenza ancora più forte, ed è difficile non pensare a Mariupol mentre si legge Survilo. Al di là di qualsiasi discorso che tocchi l’attualità geopolitica, però, Survilo è soprattutto un esercizio di memoria personale e collettiva e un autentico gioiello della Nona arte. Il primo graphic novel di un’autrice russa tradotto in italiano, uno di quei libri per cui si può davvero osare e spendere la parola capolavoro.

Olga Levrenteva, Survilo. La ragazza di Leningrado, Coconino Press, 320 pagine, 22 euro

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