La giusta distanza, in mostra ad Abano le foto di scena del Cinema

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Sabrina Rappoli

La restrospettiva è un chiaro omaggio a Carlo Mazzacurati, che si rifà nel titolo a un film del regista padovano, scomparso nel 2014. E' anche la distanza corretta tra il fotografo di scena e i suoi soggetti

Si intitola “La giusta distanza” la mostra in corso al Museo Villa Bassi Rathgeb di Abano Terme, fino al 9 novembre. Una ricca retrospettiva che racconta, attraverso fotografie di scena che vanno dal 2000 al 2020, la lunga frequentazione del Veneto col Cinema.

Ogni sezione è come un viaggio attraverso il Veneto

Tre le sezioni: Paesaggi con figure, Orizzonti del reale e Gli album della Jole (dedicata alla storia della casa di produzione di Padova); tre strade che il visitatore potrà prendere, per compiere un viaggio nel tempo e nello spazio attraversando l’intera regione. Numerose le ambientazioni protagoniste di oltre cento scatti, luoghi d’elezione di storie appassionanti.

Scatti anche dai set di Mazzacurati e Sorrentino, Olmi e Garrone

Si va dalla “Lingua del Santo”, girato tra i Colli  Euganei e Padova nel 2000 da Carlo Mazzacurati; a “Pane e Tulipani”, a firma Silvio Soldini, che nel 2000 filma Venezia e le sue spiagge. Ci sono poi la Treviso di Paolo Sorrentino, immortalata nel 2004 nelle “Conseguenze dell’amore”; la provincia di Verona del “Primo amore” di Matteo Garrone, anche questo del 2004. Ancora l’Altopiano di Asiago di “Torneranno i prati”, del 2014: come dire la Prima Guerra Mondiale secondo Ermanno Olmi; il bellunese della Val Zandana che Marco Segato indaga con “La pelle dell’orso” nel 2016. Terre dove ha inciso la Storia, ricche di sentimenti, di cultura, di emozioni.

La giusta distanza, quella del fotografo di scena dai suoi soggetti

Registi, maestranze, fotografi di scena. Un'Umanità variegata si muove dietro le quinte di un film. Questa mostra cerca anche di approfondire il ruolo del fotografo di scena. Una figura misteriosa, anarchica, che lavora dietro le quinte e si preoccupa di documentare le relazioni umane che si creano sui set. La foto di scena mostra sia il fare Cinema, il muoversi di una troupe dentro uno spazio scenico e allo stesso tempo il paesaggio reale dentro il quale la troupe stessa agisce.

La scelta minuziosa delle opere esposte e l’omaggio chiaro a Carlo Mazzacurati giustificano il titolo e suggeriscono il ruolo fondamentale del fotografo di scena, che deve stare alla “giusta distanza”. E’ così che potrà cogliere sul set ogni dettaglio, ogni smorfia, espressione, sorriso di chi dà vita alla magia del Cinema.

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