Istat, produzione industriale: a ottobre +11,7% in trimestre

Lavoro

Anche il mercato del lavoro prima della seconda ondata della pandemia ha dato segni di ripresa: salgono del 21% infatti le ore lavorate rispetto al trimestre precedente

Recupera la produzione industriale di ottobre: si stima che l’indice destagionalizzato aumenti dell’1,3% rispetto a settembre. Nella media del trimestre agosto-ottobre il livello della produzione cresce dell’11,7% rispetto al trimestre precedente. Sempre nel terzo trimestre 2020 le dinamiche del mercato del lavoro, oltre ad essere ancora influenzate dalle perturbazioni indotte dall'emergenza sanitaria, sono state positivamente influenzate dal forte recupero congiunturale dei livelli di attività economica. E' la fotografia scattata dall'Istat.

Bene mezzi trasporto e apparecchi elettrici

I settori di attività economica che registrano i maggiori incrementi tendenziali della produzione industriale sono la fabbricazione di mezzi di trasporto (+5,6%), la fabbricazione di apparecchiature elettriche (+4,0%) e le altre industrie (+3,5%). Le flessioni più ampie si registrano nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori e nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-17,4% per entrambi i settori)."A ottobre si osserva un lieve recupero congiunturale della produzione industriale, dopo il calo registrato nel mese di settembre. Nella media degli ultimi tre mesi la dinamica congiunturale risulta ampiamente positiva" commenta l'Istat. "La crescita mensile di ottobre è estesa a tutti i settori, con esclusione dell’energia, ed è più accentuata per i beni strumentali. Rispetto a febbraio 2020, mese immediatamente precedente le restrizioni legate all’emergenza covid-19, il livello dell’indice è inferiore del 2,2% mentre, in termini tendenziali, l’indice corretto per gli effetti di calendario è più basso del 2,1%, con una significativa attenuazione della riduzione rispetto a settembre (era -4,9%). A livello dei principali raggruppamenti di industria tutti i comparti risultano in diminuzione su base annua, più accentuata per i beni di consumo", aggiunge l'Istituto di statistica.

Mercato del lavoro, segnali di ripresa

Per quanto riguarda il mercato del lavoro , è una fotografia in rosa quella scattata dall'Istat per il periodo luglio-settembre, prima della seconda ondata dell'epidemia. Salgono del 21% infatti le ore lavorate in "decisa ripresa" rispetto al trimestre precedente pur risultando ancora inferiore ai livelli registrati nello stesso periodo del 2019 (-5,9%); dopo la consistente contrazione della prima metà dell'anno, il Pil mostra una crescita congiunturale del 15,9% e un calo tendenziale del 5%. Dal lato dell'offerta di lavoro, nel terzo trimestre 2020 il numero di occupati torna a crescere in termini congiunturali (+56 mila, +0,2%), per effetto di un aumento dei dipendenti più consistente del calo degli indipendenti. Il tasso di occupazione sale al 57,9% (+0,2 punti rispetto al secondo trimestre 2020), con il Mezzogiorno che registra la crescita più marcata (+0,6 punti nei tre mesi).  Dopo l'aumento di luglio e agosto e la sostanziale stabilità di settembre, i dati provvisori di ottobre 2020 - al netto della stagionalità - segnalano un leggero calo dell'occupazione (-13 mila, -0,1% in un mese), a fronte di un tasso di occupazione che rimane stabile al 58,0%. Rispetto al terzo trimestre 2019, il numero di occupati è inferiore di 622 mila unità (-2,6% in un anno): diminuiscono soprattutto i dipendenti a termine (-449 mila, -14,1%), continuano a diminuire gli indipendenti (-218 mila, -4,1%), mentre aumentano lievemente i dipendenti a tempo indeterminato. Il calo interessa sia gli occupati a tempo pieno sia quelli a tempo parziale, tra i quali l'incidenza del part time involontario si attesta al 66,4%.

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