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Robert Redford, una carriera tra Oscar, Sundance e impegno politico

Robert Redford compie 82 anni il 18 agosto (Getty Images)
5' di lettura

Considerato un sex symbol per decenni, l'artista statunitense compie 82 anni il 18 agosto. Ha recentemente annunciato il suo addio alla carriera di attore ma potrebbe continuare come regista

Sembra impossibile, ma è tutto vero. Il 18 agosto Robert Redford, nato nel 1936, compie 82 anni. Attore diventato celebre negli anni Sessanta con la sua interpretazione ne "Lo strano mondo di Daisy Clover", per decenni è stato considerato uno degli uomini più belli del mondo. Protagonista anche di una carriera da regista di grande successo, ha vinto due premi Oscar, affiancando la sua vita cinematografica a un forte impegno politico. Nel 1990 ha fondato il Sundance Institute, che dà vita a uno dei festival più apprezzati a livello mondiale.

La carriera da attore

Dopo aver studiato recitazione a New York, Redford inizia la sua carriera da attore a teatro, a Broadway, prima di passare alla televisione, dove appare in diversi show tra i quali "Perry Mason" e "Ai confini della realtà". Il grande passo verso il cinema lo compie nel 1962, quando debutta in "Caccia di guerra" di Denis Sanders. Il successo lo ottiene nel 1965, dove si ritaglia un importante ruolo nel film di grande successo "Lo strano mondo di Daisy Clover", che gli vale una nomination ai Golden Globe. Nella seconda metà degli anni Sessanta e negli anni Settanta è uno degli attori più ambiti dai registi di Hollywood. Tra i vari film memorabili nei quali compare si possono citare "Butch Cassidy", "A piedi nudi nel parco" e "Tutti gli uomini del presidente", film che racconta lo scandalo Watergate. Nel 1974 ottiene la prima nomination agli Oscar per il suo ruolo ne "La stangata" a fianco di Paul Newman. Stringe un legame particolare con Sydney Pollack, con il quale lavora a più riprese, da "Corvo rosso non avrai il mio scalpo" a "I tre giorni del Condor", da "Come eravamo" a "La mia Africa". Negli anni Ottanta e Novanta diminuisce le interpretazioni da attore, che hanno invece ripreso un ritmo sostenuto negli ultimi anni dove è comparso anche in un film targato Marvel, "Captain America: The Winter Soldier".

La carriera da regista

Dal 1980 Redford ha accompagnato l'impegno da attore a quello da regista. Al primo tentativo ha fatto subito centro, vincendo l'Oscar nel 1981 come miglior regista con il suo film d'esordio dietro la macchina da presa, "Gente comune". L'altro suo più grande successo come autore è "Quiz Show", con il quale ha ottenuto due nomination per miglior film e miglior regista. Nel 1998 ha invece diretto "L'uomo che sussurrava ai cavalli", basato sul romanzo bestseller di Nicholas Evans. Nel 2010 gira invece "The Conspirator", che racconta la storia di Mary Surratt, l'unica donna a essere accusata dell'omicidio di Abraham Lincoln. A oggi il suo ultimo lavoro resta "La regola del silenzio" del 2012.

Il Sundance Film Festival

Redford è un artista molto amato dalla critica e dall'Academy Awards, che non a caso nel 2002 gli ha attribuito un premio Oscar alla carriera. Un amore cresciuto di più probabilmente a partire dal 1990, anno in cui fonda il Sundance Institute insieme all'amico Sydney Pollack. Nella sede di Park City, sobborgo di Salt Lake City nello Utah, ogni gennaio si svolge il Sundance Film Festival, divenuto nel corso degli anni un vero e proprio marchio di fabbrica sinonimo di film indipendenti e di qualità. Non solo. L'istituto creato da Redford sovvenziona nuove promesse del cinema con spese pagate per quattro settimane, fornendo professori, materiale tecnico e consulenza di grandi professionisti. Qui sono stati scoperti e lanciati registi come Quentin Tarantino, Jim Jarmush, Darren Aronofsky e Christopher Nolan. Praticamente il meglio del cinema indipendente americano.

L'impegno politico

All'impegno da talent scout del cinema, Redford abbina una grande passione politica, che lo ha portato a scegliere copioni di spessore anche durante la sua carriera da attore. Aperto sostenitore del Partito Democratico, il 17 novembre 2016 gli è stata conferita la medaglia Presidenziale della Libertà, consegnatagli cinque giorni più tardi da parte dell'allora presidente Barack Obama. Nel 2007 ha comunque dichiarato alla Cnn di non essere più interessato alla politica nazionale e di voler seguire solo quella locale.

Vita privata

Non sembrerebbe, ma anche Redford ha un passato da bad boy. Nel 1956 parte per Italia e Francia per condurre la vita da bohèmien dopo la morte prematura della madre. Rientrato a Los Angeles un anno più tardi, comincia a darsi all'alcol fino all'incontro con Lola Van Wagenen, che sposa nel 1958 prima di iniziare a studiare sceneggiatura e recitazione. Da lei ha quattro figli, due maschi e due femmine, ma il primogenito muore dopo soli cinque mesi per una sindrome letale infantile. Nel 1985 la coppia divorzia e Redford si sposa nuovamente nel 2009 con l'artista tedesca Sibylle Szaggars.

Il ritiro

Il 28 settembre uscirà nelle sale "The Old Man & The Gun" di David Lowery, nel quale Redford interpreta Forrest Tucker, un criminale di professione svaligiatore seriale di banche. Ultimamente, in un'intervista a Entertainment Weekly, Redford ha annunciato che questo sarà il suo ultimo lavoro attoriale. "Mai dire mai", ha dichiarato, "ma sono giunto alla conclusione che questo sarà l'ultimo film in termini di recitazione e poi mi avvierò alla pensione, perché faccio questo lavoro da quando avevo 21 anni". E la carriera da regista? "Vedremo", ha concluso.

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