Buon compleanno Quentin Tarantino, il maestro del pulp compie 55 anni

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Nato a Knoxville il 27 marzo 1963, il regista è nella storia del cinema con film come Le Iene, Pulp Fiction e Kill Bill. Ha vinto una Palma d’oro a Cannes e due Oscar (entrambi per le sceneggiature). Ha creato uno stile unico, fatto di scene cruente e dialoghi cult

Quentin Tarantino compie 55 anni. Maestro del pulp, regista eccentrico, autore di culto ed amante dell’estremo. I suoi film, per il mix di sangue, violenza e dialoghi memorabili hanno creato uno stile inconfondibile che ha ispirato un'intera generazione di cineasti cresciuti con le sue pellicole. Dal primo boom con Le Iene fino a The Hateful Eight, il suo ultimo lavoro uscito nel 2015, passando per Pulp Fiction e Bastardi senza gloria: Tarantino ha inanellato un successo dietro l’altro. Riuscendo anche a vincere due premi Oscar (entrambi per le sceneggiature), altrettanti Golden Globe e una Palma d’oro al Festival di Cannes. Una carriera cominciata in una videoteca della California, dove faceva il commesso, e giunta alla Hollywood Walk of fame, dove su una stella è impresso anche il suo nome tra i grandi del Cinema.

Le origini napoletane

Tarantino è nato il 27 marzo del 1963 a Knoxville, nello stato americano del Tennessee. La mamma è un’ex infermiera nata negli Usa ma con origini irlandesi ed inglesi. Suo papà, invece, è Tony Tarantino, attore originario di Napoli, con cui non ha mai avuto un ottimo rapporto. Tarantino ha trascorso l’infanzia in California, prima a Torrance, poi a Los Angeles. Ed è qui che ha cominciato ad appassionarsi al cinema. A 14 anni ha scritto la sua prima sceneggiatura, Captain Peachfuzz and the Anchovy Bandit. Poco dopo ha abbandonato la scuola per lavorare come maschera in un cinema che proiettava solo film porno e ha cominciato a prendere lezioni di recitazione. Una gioventù fatta di lavori precari e saltuari, che saranno però il preludio alla sua carriera come star di Hollywood. Nei primi anni Ottanta, Tarantino ha iniziato a lavorare in un videonoleggio a Manhattan Beach, sempre in California. Tra un film in affitto e l’altro, Quentin conosce e si innamora di generi cinematografici spesso considerati "minori" (che poi omaggerà continuamente nelle sue opere), coltiva una conoscenza quasi enciclopedica del cinema e incontra i suoi futuri colleghi. Come Roger Avary, con cui ha poi collaborato in vari lavori.

Gli esordi come sceneggiatore

Per Tarantino la prima volta dietro una macchina da presa risale a quando ancora lavora nella videoteca di Manhattan Beach. È il 1986 e Quentin mette in scena un film che, nelle sue intenzioni, si sarebbe dovuto intitolare My Best Friend's Birthday. A recitare e a finanziare la pellicola, sono gli altri dipendenti della videoteca. Il film non è mai stato completato. Ma l’anno dopo, nel 1987, Tarantino comincia a farsi notare nel grande cinema vendendo la sceneggiatura di Una vita al massimo, scritta con l’amico Roger Avary, film che è poi stato realizzato nel 1993 dal regista Tony Scott. Quentin inizia ad essere apprezzato per la sua capacità di scrittura. Nel 1989 vende la sceneggiatura di Assassini nati - Natural Born Killers, film portato in seguito al cinema da Oliver Stone nel 1994. Nel 1990, invece, dalla sua penna esce Dal tramonto all’alba, diretto da Robert Rodriguez nel 1995, in cui Tarantino avrà anche una parte di attore accanto a George Clooney.

Il successo con Le Iene

Nonostante la passione per il lavoro di sceneggiatore, la vera aspirazione di Tarantino è sempre stata la regia. Ci aveva provato in gioventù con My Best Friend's Birthday, senza troppa fortuna. Negli anni Novanta, sempre assieme all’amico Roger Avary, ha scritto la sceneggiatura de Le Iene. Il copione viene letto dal regista americano Monte Hellman che ne rimane colpito e lo aiuta a mettere su il film lasciandogli la regia. Le Iene è la storia di sei rapinatori vestiti con abiti neri che preparano ed effettuano un colpo a Los Angeles. Il film esce nelle sale nel 1992 ed incassa poco meno di 3 milioni di dollari al botteghino americano. È un trionfo di pubblico e critica: i suoi lunghi e famosissimi dialoghi, le scene cult di violenza, i frequenti flashback, lo humor nero e le sue frequenti citazioni di altri film decretano immediatamente lo status di "cult" per film e regista. E il nome di Tarantino inizia a circolare a Hollywood.

Pulp Fiction e la Palma d’oro a Cannes

Due anni dopo il successo de Le Iene, Tarantino ha fatto di nuovo centro. Il 1994 è l'anno di Pulp Fiction che diventa un successo planetario. Nel film recitano star di prima grandezza come John Travolta, Samuel L. Jackson, Bruce Willis, Tim Roth e, soprattutto, Uma Thurman, che prima di accusare Tarantino di averla quasi uccisa durante le riprese del secondo capitolo di Kill Bill, è stata la sua musa ispiratrice per anni. Il film completa idealmente la trilogia pulp, dopo Le iene e Una vita al massimo. E fa incetta di premi. Per Pulp Fiction Tarantino si aggiudica la Palma d’oro a Cannes nel 1994, il Golden Globe e l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale l’anno dopo.

Kill Bill e gli anni Duemila

Dopo la parentesi di Jackie Brown (1997) Tarantino torna al successo nel 2003 con la prima parte di Kill Bill, il cui attesissimo seguito è arrivato nel 2004. Nella pellicola, divisa in due parti per esigenze di lunghezza, la protagonista assoluta è Uma Thurman, che interpreta la killer Beatrix Kiddo in cerca di vendetta contro i suoi vecchi compagni che l'avevano ridotta in coma. Un film epocale per molti aspetti, dalle tecniche di regia, alla scrittura, fino alla iconica tuta gialla della Thurman. Nel 2007 il regista americano si è poi cimentato con il linguaggio del cinema horror, uno dei suoi amori giovanili. Ne viene fuori Grindhouse, che in Italia è uscito diviso in due episodi, A prova di morte e Planet terror, nell’estate del 2007. Tarantino ha continuato a girare film che hanno avuto enorme successo: nel 2009 ha diretto Bastardi senza gloria con, tra gli altri, Brad Pitt e Christoph Waltz. Poi, nel 2012, è la volta di Django Unchained con Jamie Foxx, di nuovo Waltz e Leonardo di Caprio. Per questo film, Tarantino ha fatto incetta di premi conquistando l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale (la seconda per lui) oltre a quello come miglior attore non protagonista per Waltz, due Golden Globe e il David di Donatello per il miglior film straniero. Bastardi senza gloria è ispirato a Quel maledetto treno blindato, diretto nel 1978 da Enzo G. Castellari. Il secondo, invece, è un chiaro richiamo a Django, film di Bruno Corbucci del 1966 interpretato da Franco Nero. Due riferimenti che sottolineano il forte legame che c’è sempre stato tra Tarantino e una certa filmografia italiana, soprattutto i cosiddetti spaghetti western.

Gli ultimi anni e i progetti futuri

Nel 2015 Tarantino ha realizzato The Hateful Eight, altro capolavoro con richiami western. Una versione del film è stata girata interamente nel formato 70 millimetri e distribuita così in anteprima. La pellicola ha vinto un Golden Globe e un Oscar per la miglior colonna sonora, composta da Ennio Morricone. Dopo una pausa, Tarantino ha annunciato che il suo prossimo progetto sarà un film su Charles Manson, che arriverà in sala nell'agosto 2019. Le prime indiscrezioni parlano di un cast stellare.

Film e passioni

Tarantino è una star poliedrica, come i personaggi che ha creato per i suoi film: Beatrix Kiddo, Mr. Pink, Daisy Domergue, Jackie Brown e Mia Wallace, solo per fare qualche esempio: ognuno è diventato a suo modo iconico e indimenticabile. Ma Tarantino è anche altro. Come le sue passioni e manie, mai nascoste: “Ho 40mila dvd e cinquemila dischi. In gran parte colonne sonore, che raccolgo da quando ero bambino. Sono catalogati dalla A alla Z e in categorie, come spaghetti western, polizieschi, blaxploitation, film epici, musica anni Sessanta e Settanta. Raccolgo anche scatole di cereali dai Fifties ai Seventies, da bambino non mangiavo altro”. Tarantino ha un rapporto speciale con l’Italia, come dimostra il suo amore per i film di Sergio Leone, a cui ha dichiarato di essersi sempre ispirato, e la passione per la musica di Ennio Morricone, il compositore romano che il regista non ha esitato a definire “meglio di Mozart e Beethoven”. 

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