Oscar 2018: chi è Alessandra Querzola, candidata per Blade Runner 2049

Alessandra Querzola ha creato le scenografie per "Blade Runner 2049" (KikaPress)
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L'ex studentessa dell'Accademia di Belle Arti di Venezia corre per gli Academy Award nella categoria Miglior scenografia. Ed ha raccontato di aver scoperto della sua candidatura mentre era a far shopping con una sua amica

Nella notte degli Oscar 2018 ci sarà anche un po' d'Italia. Oltre a Luca Guadagnino in corsa per il miglior film con il suo "Chiamami col tuo nome", tra i candidati per una statuetta ci sarà anche Alessandra Querzola. L'artista triestina è stata candidata agli Academy Awards nella categoria Miglior scenografia per il lavoro svolto insieme a Dennis Gassner in "Blade Runner 2049". Ha raccontato di aver appreso della notizia mentre faceva shopping con un'amica: "È stato liberatorio".

La scoperta della candidatura

Alessandra Querzola ha appreso della sua candidatura mentre era con un'amica a fare shopping. "Cercavo di non pensarci, - ha raccontato Querzola - così ho preso la mia amica e sono andata a fare shopping. Dovevo comprare il vestito per i Bafta. Stavo guardando gli abiti quando ho sentito la mia amica piangere, lei le stava seguendo le nomination sul cellulare. L'ho sentita e ho capito che avevo ottenuto la candidatura. È stato liberatorio, lo stress si è allentato".

Chi è Alessandra Querzola

Diplomata all'istituto Nordio e poi all'Accademia delle Belle Arti di Venezia, Alessandra Querzola ha ottenuto la nomination insieme a Dennis Gassner per la scenografia del film di Denis Villeneuve, sequel del Blade Runner di Ridley Scott del 1982. Dovrà vedersela con gli altri candidati per la stessa categoria: "La bella e la bestia", "L'ora più buia", "Dunkirk" e "The Shape of water". "Blade Runner 2049" è in corsa per altre 4 statuette (Miglior sonoro; miglior montaggio sonoro; migliori effetti speciali e miglior fotografia). In passato Querzola ha lavorato a moltissimi altri film: fra gli altri, è sua la scenografia di "Nostalgia di protezione" corto di Gillo Pontecorvo del ’97, così come portano la sua firma "La piramide" di Grégory Levasseur (2014), "Ben Hur" di Timur Bekmambetov (2016) e di "Risorto" di Kevin Reynolds (2016).

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