Dieci anni senza Heath Ledger, il Joker del cinema

4' di lettura

L’attore australiano è scomparso il 22 gennaio 2008 per un’overdose di farmaci. Nella sua filmografia pellicole come “I segreti di Brokeback Mountain” e “Il cavaliere Oscuro”, per il quale ha vinto un Oscar postumo

New York, 22 gennaio 2008: il corpo senza vita di Heath Ledger viene ritrovato in un appartamento di Soho. A causare il decesso, come rivelerà successivamente l'autopsia, è stato un letale cocktail di farmaci regolarmente prescritti. Il divo australiano, che al momento del decesso aveva solo 28 anni, era considerato uno degli attori più promettenti della sua generazione, ammirato per la meticolosità e il perfezionismo con cui si avvicinava ai personaggi da interpretare. Dieci anni dopo e con un Oscar postumo in bacheca, il suo ricordo continua a vivere grazie a pellicole come "Il cavaliere oscuro" e "I segreti di Brokeback Mountain".

La carriera

Nato il 4 aprile 1979 a Perth, in Australia, Ledger prese il nome da Hethcliff, protagonista del romanzo preferito della madre, “Cime tempestose”. Esordì a Hollywood a 20 anni in “10 cose che odio di te”, commedia ispirata a “La bisbetica domata” di Shakespeare. Nel 2000 entrò nel cast dello storico “Il Patriota”, accanto a Mel Gibson, e l’anno successivo fu scritturato per i film "Monster's Ball" e “Il destino di un cavaliere” . La svolta arrivò nel 2005, anno in cui furono presentate alla Mostra del cinema di Venezia, ben tre pellicole a cui aveva preso parte: “Casanova” di Lasse Hallstrom, “I fratelli Grimm e l’incantevole strega” di Terry Gilliam e, soprattutto, “I segreti di Brokeback Mountain”. Fu proprio la pellicola diretta da Ang Lee a vincere il Leone d’oro e a regalare a Ledger la sua prima candidatura all’Oscar.
 

Il ruolo di Joker

Nel 2007, dopo aver recitato in “Io sono qui”,  iniziò le riprese de “Il cavaliere oscuro”, pellicola della saga di Batman in cui Ledger interpretava Joker. Per prepararsi, l’attore australiano svolse un complesso lavoro di immedesimazione nel personaggio, del quale studiò nei minimi dettagli postura, camminata e voce. La sfida non era affatto semplice, anche e soprattutto considerando il paragone con Jack Nicholson, che l’aveva preceduto sul grande schermo nel ruolo del diabolico pagliaccio: Ledger riucì tuttavia ad offrire una personale rivisitazione del personaggio, mettendone in evidenza il lato più oscuro, spaventoso e grottesco.  L’interpretazione, definita la migliore della breve carriera del divo, fu premiata con un Oscar postumo. Prima di morire, Ledger era impegnato nelle riprese di “Parnassus- L'uomo che voleva ingannare il diavolo” di Terry Gilliam, pellicola che non terminò mai di girare. Il regista volle comunque ultimare il film per dedicarlo all’attore scomparso, scritturando per le scene rimanenti Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrell.

 

Dopo la morte

La prematura scomparsa di Heath Ledger seminò panico e sconforto tra milioni di fan e colleghi ed amici che l’avevano conosciuto. Nei giorni successivi al decesso, il luogo in cui era stato ritrovato il cadavere dell'attore fu preso d'assalto dai suoi ammiratori, che riempirono il marciapiede antistante con fiori e messaggi. L’attore Daniel Day Lewis volle dedicare a lui la vittoria ai SAG Award per il ruolo nel film “Il petroliere”, mentre la città di Perth gli intitolò un teatro pochi mesi dopo la morte. Nel 2017 è stato presentato il documentario “I am Heath Ledger”, che racconta il volto nascosto dell'attore e la sua voglia di esplorare l'arte in ogni sua forma.

 

Leggi tutto
Prossimo articolo