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Pensioni, guida alle novità 2020: ecco cosa cambia

I titoli di Sky TG24 delle 8 del 7/1/2020

3' di lettura

La manovra ha confermato anche per il nuovo anno Quota 100, Opzione donna e Ape sociale. Tra le novità della Legge di Bilancio, la rivalutazione degli assegni previdenziali adeguati all'andamento dell'inflazione

La Legge di Bilancio ha confermato diversi punti in tema di pensioni anche per questo 2020. Così come nel 2019, infatti, nel nuovo anno saranno mantenuti Quota 100, Opzione donna e Ape sociale. Tra le novità portate dalla Manovra ci sarà la rivalutazione dell'importo degli assegni previdenziali, che verranno adeguati all'andamento dell'inflazione.

Resta invariata Quota 100

La Legge di Bilancio ha confermato anche per il 2020 Quota 100, ovvero la possibilità di andare in pensione anticipatamente avendo un'età anagrafica minima di 62 anni e almeno 38 anni di contributi. La misura era partita in via sperimentale all'inizio dello scorso anno per il triennio 2019-2021. Su quello che accadrà alla scadenza, al momento, ci sono solo ipotesi. Fermo restando che, se la misura dovesse essere confermata anche per il terzo anno, il diritto conseguito entro il 31 dicembre 2021 di andare in pensione con questa modalità potrà essere esercitato anche successivamente.

La conferma di Opzione donna

Tra le conferme della Manovra per il 2020 anche Opzione donna. La misura prevede la possibilità per le donne che lavorano di andare in pensione una volta raggiunti i 35 anni di contributi e un'età anagrafica di 58 anni. L'età sale a 59 anni nel caso si tratti di lavoratrici autonome. La condizione per poter beneficiare di questa modalità di pensionamento è che l'importo della pensione venga interamente ricalcolato con il sistema contributivo, ovvero in base ai contributi effettivamente versati nelle casse previdenziali nel corso degli anni lavorativi.  

La proroga di Ape sociale

Anche nel 2020 sarà possibile, per alcune categorie di lavoratori, beneficiare di Ape sociale. Questo provvedimento consiste in un sussidio erogato dall'Inps e a carico dello Stato, corrisposto a domanda e fino al raggiungimento dell'età prevista per la pensione di vecchiaia (67 anni). Il requisito per poter avvalersi di questa misura è aver compiuto almeno 63 anni e non essere già titolari di pensione diretta in Italia o all'estero.

La rivalutazione dell'importo degli assegni

L'età necessaria per accedere alla pensione di vecchiaia resta fissa a 67 anni anche nella Legge di Bilancio del 2020. La novità riguarda, piuttosto, la rivalutazione dell'importo delle pensioni. La rivalutazione consiste in un adeguamento degli assegni sulla base dell'andamento dell'inflazione. Per il 2020, la rivalutazione è stimata allo 0,4% e andrà per scaglioni. Le pensioni inferiori o pari a tre volte l'importo minimo (fissato dall'Inps a 515,07 euro) potranno beneficiare di una rivalutazione del 100%. La percentuale di rivalutazione andrà, invece, a scalare man mano che l'importo aumenti.

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