Il Mes offre 36 miliardi in prestito all'Italia

Economia

Lorenzo Borga

Anche il Meccanismo europeo di stabilità ha messo a disposizione miliardi in prestito per finanziare la risposta europea contro il coronavirus. Eppure per ora non l'ha chiesto nessuno. Il monitoraggio di Sky TG24

Missione Recovery è il nuovo monitoraggio di Sky TG24, sugli aiuti europei al nostro paese. Traccia i progressi sul Next Generation Eu, sui prestiti di Sure e del Mes e sui finanziamenti della Banca europea per gli investimenti. Gli articoli vengono aggiornati periodicamente.

 

Un'altra gamba dell’intervento europeo è il Meccanismo Europeo di Stabilità, chiamato anche Fondo Salva Stati. Nato nel 2012, ha offerto assistenza finanziaria a Irlanda, Spagna, Cipro e Portogallo e ora è stato riformato per essere usato nell'emergenza pandemica: a maggio è stata infatti creata una nuova linea di credito agevolata agli stati europei per pagare per le spese sanitarie. Si chiama Pandemic Crisis Support.

Cosa è il Meccanismo Europeo di Stabilità

Il Mes è stato istituito con un trattato intergovernativo e non fa parte quindi delle istituzioni ufficiali dell’Unione europea. La sua attività principale – con il suo capitale di 705 miliardi di euro versati dagli stati membri – è concedere, sotto determinate condizioni, assistenza finanziaria a paesi membri dell’Unione Europea. In particolare per chi – pur avendo un debito pubblico in sé sostenibile – si trova in condizione di temporanea difficoltà finanziaria. Al prestito vengono di regola applicate delle condizionalità per i paesi beneficiari. Ma, come già scritto, la Pandemic Crisis Support è diversa dal passato.

Quanti soldi per l’Italia

La cifra massima che potrebbe chiedere l'Italia è di circa 36 miliardi, il 2 per cento del Pil. È un prestito, che andrebbe quindi restituito. A differenza del Recovery Fund che non sarà operativo fino all'anno prossimo i soldi del Mes sarebbero disponibili da subito fino alla fine del 2022. Se l’Italia chiedesse di utilizzare questi prestiti, potrebbe accedere fino al 15 per cento del totale per ogni mese.

 

I soldi vanno restituiti al massimo in 10 anni e il tasso di interesse potrebbe essere negativo. A fine settembre infatti il Mes si finanziava sul mercato secondario a tassi negativi anche a 10 anni (circa -0,3%). E a questo vanno sommate delle commissioni di alcuni decimali. L’ultima asta italiana dei Btp ha invece raggiunto il tasso dello 0,89%, comunque relativamente basso rispetto al passato.

Ci sono condizioni sul prestito?

La nuova linea di credito creata per la pandemia prevede che i soldi vengano concessi a patto di spenderli in modo diretto o indiretto per la sanità. Per questo se un paese li chiede deve prima consegnare un piano che indichi come vuole impiegare il prestito.

 

I critici sono preoccupati però di possibili intromissioni nella politica italiana. In effetti il Mes nel suo trattato istitutivo prevede forti condizioni e chi accederà al prestito rientrerà nella cosiddetta sorveglianza rafforzata della Commissione. Ma Bruxelles ha garantito in una lettera firmata dai commissari Dombrovskis e Gentiloni che non ci saranno missioni di controllo o richieste di misure correttive, al di fuori della verifica dell’utilizzo dei fondi per spese sanitarie. Restano validi invece i meccanismi del semestre europeo, in vigore indipendentemente dall’accesso al prestito del Mes, e le verifiche preventive sulla capacità del paese creditore di ripagare il debito.

Ci sono alternative?

L'Italia potrebbe farsi prestare i miliardi anche da sola sul mercato, vendendo titoli di Stato. Ma il costo per i contribuenti italiani sarebbe più alto, per diverse centinaia di milioni di euro (circa 400 milioni secondo il Mes stesso). Infatti il Fondo salva stati, a differenza del nostro paese, può vantare un rating molto positivo (AAA) e dunque si indebita a costa più bassi, perché considerato più solido e meno rischioso. Il costo dei tassi di interesse per l’Italia potrebbe essere abbassato dall'azione della Bce, ma non al punto di azzerare il risparmio del Mes. Il Fondo salva stati tuttavia potrebbe applicare un tasso variabile al prestito ai paesi beneficiari, che dunque potrebbe creare incertezza sui costi futuri.

 

Per ora nessun paese ha richiesto il prestito. Non a tutti infatti conviene: la Germania per esempio gode già di tassi più bassi di quelli offerti dal Mes.

 

Fondi destinati all’Italia – 36 miliardi euro di prestiti

 Fondi richiesti dall’Italia – 0 miliardi di euro  

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