Lo speciale di Sky TG24 sulle proteste in Europa
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Scontri a Milano, chi deve pagare per i danni?

Economia
©Ansa

Introduzione

Per due giorni il centro di Milano è stato bersaglio di devastazioni: vetrine dei negozi rotte, un supermercato preso d’assalto, sedie e tavoli di bar e ristoranti lanciati in strada (LE FOTO). E ora la domanda che si pongono i commercianti, gli amministratori e la politica è: chi pagherà i danni? Un primo bilancio economico, stilato dalla Confcommercio, parla di oltre 1 milione di euro di danni per le attività commerciali milanesi. E mentre il sindaco Giuseppe Sala valuta come garantire ristori alle attività colpite, dal centrodestra si moltiplicano le proposte per far ricadere il costo delle devastazioni sui responsabili delle violenze (LE ULTIME NEWS LIVE SUGLI SCONTRI).

Quello che devi sapere

La risposta della politica

Tra le prime prese di posizione c’è stata quella del ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha proposto di attribuire direttamente agli autori delle devastazioni, e alle rispettive famiglie, visto che molti degli autori sono minorenni, giovanissimI, il costo economico delle violenze. Sempre dal centrodestra, il vicepremier Matteo Salvini ha poi annunciato l’intenzione di portare già questa settimana in Parlamento una proposta di legge per introdurre una garanzia finanziaria a carico degli organizzatori delle manifestazioni considerate a rischio. Mentre a livello locale, Samuele Piscina, consigliere comunale e segretario provinciale della Lega a Milano, ha annunciato la presentazione di un ordine del giorno per chiedere che Palazzo Marino si costituisca parte civile nei processi contro i responsabili delle devastazioni: "I milanesi non devono sborsare un solo euro per la follia di questi violenti“. Una richiesta analoga è arrivata anche da Fratelli d’Italia. Intanto, il sindaco di Milano, Beppe Sala, intervistato da Sky TG24 nei giorni scorsi, ha sottolineato: "È giusto che chi ha subito dei danni venga rimborsato".

 

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Le stime di Confcommercio

Confcommercio è stata la prima a tracciare una stima dei danni a Milano: si parla di circa 1 milione di euro, come ha spiegato Marco Barbieri, segretario generale. "Ma il tema è un altro", dice, "il mancato incasso per le attività che hanno dovuto chiudere e per le disdette che si iniziano a registrare, soprattutto da parte di stranieri". Quello che è accaduto ha portato già "diverse disdette" a ristoranti ed hotel, "perché le persone hanno paura - rimarca Barbieri-. Nella conta dei danni c'è anche il danno di immagine per Milano". Confcommercio ha già fatto comunque sapere anche che si sta attivando perché le imprese commerciali che hanno subito danni siano risarcite e tornino al più presto alla normalità.

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Chi paga i danni

Ma, al netto delle proposte, ad oggi, come funzionano i risarcimenti? Una risposta univoca non c'è, nel senso che molto dipende dalle garanzie acquistate con le compagnie assicurative. Non solo. Stabilire chi debba sostenere gli oneri non è sempre immediato, perché occorre distinguere la responsabilità civile dell’autore del vandalismo, dagli obblighi che possono derivare dalla proprietà dell’immobile, dal contratto di locazione o dalla presenza - appunto - di una copertura assicurativa.

I danni a Milano

Gli autori dei danni e il ruolo delle assicurazioni

Come ricorda anche il sito di settore Immobiliare.it, il riferimento fondamentale è l’articolo 2043 del Codice civile, secondo cui chiunque provochi ad altri un danno ingiusto attraverso un comportamento doloso o colposo è obbligato a risarcirlo. Dunque anche chi imbratta la facciata di un edificio, distrugge una vetrina o danneggia volontariamente un immobile altrui è tenuto, in linea generale, a ristorare le conseguenze patrimoniali direttamente riconducibili alla propria condotta, indipendentemente dall’eventuale responsabilità penale. Il risarcimento può comprendere sia il danno emergente - cioè le spese necessarie per riparare o sostituire i beni danneggiati - sia il lucro cessante, cioè il mancato guadagno. La possibilità di ottenere concretamente il risarcimento dipende, dunque, dall’individuazione dell’autore del danneggiamento e dalla disponibilità di prove sufficienti a dimostrare quanto accaduto. Una volta identificato il responsabile, il proprietario può richiedere direttamente il pagamento dei danni. La situazione si complica quando l’autore rimane sconosciuto, poiché il diritto al risarcimento continua a esistere sul piano giuridico, ma manca un soggetto identificato nei cui confronti esercitare concretamente la pretesa. In queste circostanze, soprattutto quando i danni sono ingenti, assume particolare importanza l’eventuale presenza di una polizza assicurativa che comprenda gli atti vandalici. Ma è bene ricordate che l'intervento effettivo, o meno, della compagnia dipende dalle condizioni contrattuali.

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Le assicurazioni per i negozi

Le spese collegate a una polizza assicurativa sui negozi variano a seconda delle clausole introdotte al momento della stipula del contratto. Quando si parla di assicurazione per atti vandalici, per i negozi e gli altri immobili destinati ad attività economiche, le coperture possono riguardare separatamente vetrine, insegne, serrande, arredi, attrezzature e merci. Un’ulteriore verifica riguarda le perdite conseguenti alla sospensione dell’attività commerciale, che non sono automaticamente comprese nella copertura dei danni materiali e possono richiedere una specifica garanzia per l’interruzione dell’esercizio.

 

Ad ogni modo, dopo il danneggiamento, è necessario comunicare tempestivamente quanto accaduto alla compagnia che poi procederà all’accertamento del danno. Ed è bene documentare fin da subito, quando possibile, quanto successo.

I danni al patrimonio pubblico

E per il patrimonio pubblico? Cioè per i danni a panchine, aiuole e spazi della comunità. In questo caso, ad occuparsene, dovrebbe essere il Comune (o l’ente proprietario o gestore del bene), ma, anche in questo caso, l’intervento dell’assicurazione dipende dalle coperture sottoscritte. Le amministrazioni infatti possono stipulare polizze a protezione del patrimonio che comprendano atti vandalici ed eventi sociopolitici, ma anche in questo caso bisogna vedere nello specifico cosa rientra nella copertura.

 

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