Bollette, nuovo decreto per fissare il tetto al gas: lo sconto scatterà dal 2027
EconomiaIntroduzione
Nei giorni scorsi l’Italia ha raggiunto un’intesa con la Commissione Europea sul dl. Per ora si tratta di un accordo politico preliminare, che richiede un ulteriore confronto tecnico e la messa a punto di un nuovo decreto, che si pensa arriverà a fine anno e che di fatto modificherà quanto previsto dal precedente decreto Bollette, visto che non si inciderà sui cosiddetti Ets. Lo sconto effettivo si vedrà quindi dal 2027 e riguarderà i contratti indicizzati a prezzo variabile.
Quello che devi sapere
Il price cap sul gas
L'accordo stabilisce, per un periodo transitorio di un anno, un “price cap" sul prezzo del gas intorno ai 60 euro. Questo valore è al momento indicativo. Il tetto, alla fine della stesura e del confronto tecnico, potrebbe essere fissato a un valore appena inferiore, sui 58-59 euro. La differenza tra il costo del mercato - ora tra gli 85 e i 90 euro - e il tetto è di circa un terzo.
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I vantaggi in bolletta
Alla fine, secondo una prima stima, gli importi che pagheranno le famiglie con un contratto variabile potrebbero diminuire di circa il 10%, visto che nella bolletta ci sono alcuni costi fissi. Un aiuto arriverà anche per le imprese, che beneficeranno di circa 1,3 miliardi (la stima è del Ministero dell'Ambiente) derivanti dalla vendita del gas stoccato dal Gse e da Snam.
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Pichetto Fratin: “Tetto taglierà del 10% le bollette"
Le stime sono confermate anche dal ministro del'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. In un’intervista al Messaggero ha dichiarato: "Secondo le nostre simulazioni, tra la riduzione dello spread e il tetto, l'impatto sarà di almeno il 10% sul prezzo del Pun oggi di oltre 200 euro a Megawattora". Poi ha sottolineato che "la metà delle famiglie italiane che hanno scelto i contratti a prezzo fisso è rimasta al riparo dai rincari: i benefici si sentiranno eccome e arriveranno per chi ha i contratti variabili e per le imprese”.
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La mediazione
L'intesa politica con l'Ue è una mediazione e un punto di incontro tra le richieste dell'Italia, che voleva un tetto al prezzo del gas attorno ai 40 euro - come richiesto anche dal presidente di Confindustria - e l'Ue che voleva invece mettere la soglia a 80 euro. Alla fine si è trovato un accordo a metà strada.
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Il precedente
Non si tratta di una novità assoluta: la misura è già stata autorizzata nel 2022 in Spagna e Portogallo, la cosiddetta “tope al gas”, che ha concesso allora, in un contesto comunque diverso, un'eccezione per sei mesi, fissando il tetto a 40 euro, con una crescita di 5 euro per ogni mese successivo.
Cosa cambierà
Di fatto l'intesa con l'Italia consente di superare alcune distorsioni del mercato elettrico. Il prezzo all'ingrosso dell'elettricità nei Paesi Ue è fissato ogni ora in base al costo di produzione della fonte più costosa necessaria per soddisfare la domanda. Il mix energetico dell'Italia vede una predominanza della fonte più costosa, del gas nella produzione elettrica. Questo influenza il costo del 70-75% delle ore di consumo in bolletta. La riduzione del prezzo di base incide così più del maggiore onere dovuto per la differenza tra il tetto e il prezzo di mercato del gas, onere che - in base alle indicazioni europee - sarà pagato "solo dai consumatori che ne traggono beneficio”.
I prossimi passi
L'iter prevede ora la messa a punto tecnica del provvedimento, poi la notifica all'Antitrust europea - che dovrà verificare che non si tratti di aiuti di Stato - quindi il varo del decreto con il valore del tetto. Le nuove tariffe elettriche, infine, saranno fissate dall'Arera, che è l'authority competente per il settore.
Cosa prevedeva il decreto italiano
In origine, con il decreto Bollette di febbraio, il governo italiano aveva previsto di spostare sulle bollette elettriche dei consumatori il costo della tassa europea Ets sulla produzione di elettricità col gas. La misura doveva avere però il via libera della Commissione europea, che ha l'autorità in materia di Ets. Bruxelles alla fine ha bocciato questa misura fiscale, ma ha permesso all'Italia di tagliare il prezzo del gas per la generazione elettrica con uno strumento diverso, cioè un price cap.
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