Gaggio Tech, arrivano le prime lettere di licenziamento

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A Gaggio Montano, nel Bolognese, sono arrivate le prime lettere di licenziamento per i 79 lavoratori dell'ex Saeco, fuori dall'azienda da anni dopo cessioni di rami d'impresa e cassa integrazione. Dal primo settembre resteranno senza impiego: si tratta perlopiù di donne, con un'età media di 50 anni. "Una mazzata terribile", il commento dei dipendenti

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Sono iniziate ad arrivare le prime lettere di licenziamento per i 79 lavoratori della Gaggio Tech, l'ex Saeco di Gaggio Montano, nel Bolognese. Le comunicazioni, firmate dal liquidatore Mattia Berti e datate 31 agosto, hanno raggiunto i dipendenti via mail nel tardo pomeriggio di ieri. Dal primo settembre, per una platea composta in prevalenza da donne con un'età media di 50 anni, il rapporto di lavoro si chiuderà in modo definitivo.

La comunicazione e i tempi

Nel testo il liquidatore comunica il recesso del rapporto di lavoro nell'ambito della procedura di licenziamento collettivo. Alla lettera è allegato un modulo di conciliazione, da restituire compilato entro il 4 settembre. La data del 31 agosto coincide con la scadenza della cassa integrazione straordinaria, anticipata di un mese rispetto alla previsione iniziale del 30 settembre: una modifica concordata nell'ultimo accordo sindacale firmato al ministero del Lavoro a metà luglio.

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Anni di crisi e trattative

La vicenda arriva al termine di un percorso lungo, segnato dalla crisi dell'impresa: cessioni di rami d'azienda, avvio e conclusione della cassa integrazione, tavoli di crisi. Quando subentrò la nuova proprietà, dei 130 lavoratori allora impiegati ne rimasero soltanto 37; per tutti gli altri iniziò una fase di incertezze, tra promesse e trattative senza esito. Ora, per chi ha ricevuto la lettera, l'unico sostegno economico sarà la Naspi, con prospettive di ricollocamento definite difficili.

 

"Siamo disperati"

Una ventina di ex dipendenti si è ritrovata nella frazione di Silla dopo aver ricevuto la comunicazione. "Sapevamo che la lettera prima o poi sarebbe arrivata, ma adesso che è arrivata è una bella mazzata", il commento raccolto sul posto. Al Resto del Carlino, Elisa Gialli, per trent'anni dipendente dell'azienda, aveva parlato nei giorni scorsi della "più grande ingiustizia del mondo", denunciando l'isolamento dei lavoratori: "Qui non c'è più niente, siamo rimasti soli".

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